Istat | Rapporto annuale 2024
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4.1.2 L’accessibilità dei comuni ai servizi di trasporto e sanitari
Il tema dell’accessibilità, intesa come possibilità di accesso per cittadini e imprese ai vari
servizi, è strettamente legato a quello della perifericità dei territori e alle strategie di policy
orientate alla pianifi cazione territoriale. L’accessibilità ai nodi infrastrutturali fornisce una vi-
sione del territorio basata sulle opportunità di accesso e utilizzo delle diverse tipologie di reti:
stradale, ferroviaria, marittima e aerea. Quello della mobilità è un aspetto essenziale nell’am-
bito della Strategia delle Aree Interne, unitamente alla fruibilità dei servizi sanitari, da tempo
a gestione regionale, fondati sul criterio dell’universalità per tutta la popolazione, di cui la
prossimità evocata anche dal PNRR (M6 – Salute) rappresenta un requisito chiave.
Tavola 4.3 Popolazione residente al 1° gennaio, per classe di Area Interna. Anni 2002, 2022
e previsioni al 2042 (valori assoluti e variazioni percentuali) (a) (b)
CLASSIFICAZIONE
DEI COMUNI
Popolazione Previsione
popolazione
2042
Variazione percentuale
2002 2022 2022-2002 2042-2022
A - Polo 19.909.121 20.325.781 19.641.982 2,1 -3,4
B - Polo intercomunale 1.531.201 1.573.512 1.489.904 2,8 -5,3
C - Cintura 21.931.681 23.733.409 22.858.024 8,2 -3,7
D - Intermedio 7.954.228 8.044.378 7.446.428 1,1 -7,4
E - Periferico 4.876.568 4.636.615 4.091.690 -4,9 -11,8
F - Ultraperiferico 790.471 716.438 618.021 -9,4 -13,7
Totale Italia 56.993.270 59.030.133 56.146.049 3,6 -4,9
Centri=A+B+C 43.372.003 45.632.702 43.989.909 5,2 -3,6
Aree Interne=D+E+F 13.621.267 13.397.431 12.156.140 -1,6 -9,3
Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Ricostruzione intercensuaria della popolazione residente, Censimento permanente della
Popolazione e delle Abitazioni e Previsioni della popolazione residente e delle famiglie
(a) Geografi e delle Aree Interne al 2020.
(b) Previsioni della popolazione: scenario mediano.
Figura 4.2 Indice di vecchiaia e indice di dipendenza strutturale per classe di Area Interna.
Anno 2023 (valori per cento)
58,158,1
57,757,7
56,256,2
58,058,0
59,559,5
60,360,3
203,6203,6
188,9188,9
177,7177,7
198,6198,6
218,3218,3
236,1
Indice di dipendenza
strutturale
Indice di
vecchiaia
A - Polo
B - Polo intercomunale
C - Cintura
D - Intermedio
E - Periferico
F - Ultraperiferico
Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni
4. L'Italia dei territori: sfide e potenzialità
167
L ’accessibilità alle infrastrutture di trasporto nelle Aree Interne può essere declinata secondo
diversi punti di vista 5. Un punto/luogo è ovviamente tanto più accessibile quanto più risulta
facile da raggiungere. Uno studio recente sull’accessibilità dei comuni italiani alle principali
infrastrutture di trasporto (aeroporti, porti, stazioni ferroviarie e accessi alla rete autostrada -
le) ha permesso di individuare tre classi di comuni: Altamente accessibili (accessibilità alta
o molto alta per tutte le quattro infrastrutture); Scarsamente accessibili (accessibilità bassa
o molto bassa); Mediamente accessibili (tutti i rimanenti) 6. I tre cluster di accessibilità pro -
gressiva sono stati incrociati con la classificazione SNAI7 in cui ricadono i comuni. L ’obiettivo
prioritario è individuare i comuni relativamente più prossimi a tutte le tipologie di trasporto
e potenzialmente attrattivi, e i casi maggiormente penalizzati da un punto di vista infrastrut -
turale, bisognosi di interventi volti a migliorarne l’accessibilità e la vivibilità, contrastandone
lo spopolamento.
I Comuni Altamente accessibili sono 670: quasi l’8,5 per cento del totale (Tavola 4.4). Nel
2023 vi risiede un quinto della popolazione, oltre 12 milioni di abitanti. Si tratta per lo più di
Centri − Comuni Cintura in prevalenza − sebbene non manchino casi anche tra le Aree Inter-
ne. Per il Centro-Nord, i comuni Altamente accessibili si concentrano al confine tra Piemonte
e Lombardia, in buona parte del territorio del Veneto e nelle aree più a sud del Friuli-Venezia
Giulia, nonché in aree più circoscritte di Toscana e Lazio. Nel Mezzogiorno risalta un blocco
consistente nell’area campana compresa tra Caserta, Napoli e Salerno; più a Sud, nella zona
di Lamezia Terme; nelle Province siciliane di Catania e Siracusa, nonché nell’area sarda che
comprende le città di Cagliari e Olbia. In Provincia di Catania si trovano cinque comuni che,
malgrado la collocazione tra le aree periferiche, risultano altamente accessibili dal punto di
vista dei trasporti.
All’estremo opposto, risulta scarsamente accessibile circa il 10 per cento dei comuni (786).
Si tratta per lo più di Aree Interne, in particolare Periferiche e Ultra periferiche, in cui risiede
il 2,2 per cento circa della popolazione, localizzate nell’entroterra della Sardegna e lungo
tutta la dorsale appenninica da Nord a Sud, e nelle zone di confine a ridosso delle catene
montuose alpine.
5 Per una tassonomia delle varie accezioni di accessibilità, cfr. ESPON. 2015.
6 Per la costruzione delle misure di accessibilità, cfr. Istat, 2023a, https://www.istat.it/it/archivio/292688.
7 Per la definizione della classificazione SNAI si può consultare il Glossario.
Tavola 4.4 Popolazione residente al 1° gennaio e comuni per grado di accessibilità alle infrastrutture di
trasporto per classi di Aree Interne. Anno 2022 (valori assoluti e percentuali) (a)
CLASSI DI
AREE INTERNE
Altamente accessibili Mediamente accessibili Scarsamente accessibili
Popolazione Comuni Popolazione Comuni Popolazione Comuni
Valori
assoluti
Valori
%
Valori
assoluti
Valori
%
Valori
assoluti
Valori
%
Valori
assoluti
Valori
%
Valori
assoluti
Valori
%
Valori
assoluti
Valori
%
A - Polo 5.813.382 9,85 42 0,53 14.498.075 24,57 153 1,93 21.130 0,04 1 0,01
B - Polo intercomunale 403.066 0,68 11 0,14 1.170.143 1,98 48 0,61 - - - -
C - Cintura 5.262.593 8,92 569 7,19 18.338.155 31,08 3.195 40,36 133.696 0,23 64 0,81
D - Intermedio 526.140 0,89 43 0,54 7.228.756 12,25 1.730 21,85 275.715 0,47 155 1,96
E - Periferico 58.729 0,10 5 0,06 3.960.399 6,71 1.139 14,39 596.078 1,01 380 4,80
F - Ultraperiferico - - - - 413.547 0,70 196 2,48 297.597 0,50 186 2,35
Totale Italia 12.063.910 20,45 670 8,46 45.609.075 77,31 6.461 81,61 1.324.216 2,24 786 9,93
Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni
(a) Geografie delle Aree Interne al 2020.
Istat | Rapporto annuale 2024
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Una quota molto bassa (0,8 per cento) di comuni è scarsamente accessibile nonostante sia un
Centro in base alla classifi cazione delle Aree interne: sono quasi tutti Comuni Cintura localizzati
in Piemonte e in Lombardia. Il Comune di Sondrio risulta scarsamente accessibile, malgrado sia
classifi cato come Polo.
In analogia, l’analisi dell’accessibilità ai servizi ospedalieri si basa sulle misurazioni dei tempi
di percorrenza su strada da ciascun comune verso ogni infrastruttura 8: si tratta dei tempi
minimi stimati per raggiungere almeno una infrastruttura sanitaria. Sono state predisposte
tre classi di intervalli temporali – fi no a 15 minuti, da 15 a 30, oltre 30 – all’interno delle quali
ogni comune viene collocato in base al tempo minimo di percorrenza rilevato. Sono state
considerate 635 infrastrutture ospedaliere (al 2019), tutte dotate di un Pronto soccorso o di un
Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione (DEA) di primo o secondo livello.
Il grado di diffusione territoriale delle strutture ospedaliere è piuttosto elevato, con maggiori
concentrazioni in prossimità delle Città metropolitane di Milano, Roma e Napoli. Tuttavia,
molte regioni si collocano al di sotto della media nazionale di disponibilità in rapporto alla
popolazione residente: Lombardia, Lazio e Campania, tra le più popolose, unitamente a To-
scana, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Puglia, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste.
In Umbria, Calabria e Sardegna la disponibilità di ospedali per 100 mila abitanti è più elevata
(superiore a 1,5) (Figura 4.3).
Per quanto riguarda l’accessibilità, mediamente il 55,5 per cento dei comuni – in cui risiede
la stragrande maggioranza della popolazione (84,7 per cento) – dista al massimo 15 minuti
dall’ospedale più vicino. Il 38 per cento dei comuni (14 per cento della popolazione) dista tra
i 15 e i 30 minuti (Figura 4.4).
8 Il punto di origine è rappresentato dal centroide della sezione di censimento in cui è ubicata la Casa comunale,
mentre quello di destinazione identifi ca la singola struttura.
Figura 4.3 Strutture ospedaliere per regione. Anno 2019 (per 100 mila abitanti) (a)
1,751,75
1,57
1,52
1,381,38
1,31
1,29
1,29
1,26
1,26
1,21
1,12
1,081,08
1,081,08
1,021,02
1,011,01
1,001,00
1,001,00
0,950,95
0,950,95
0,950,95
0,87
0,81
0,0
0,4
0,8
1,2
1,6
2,0
Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni; Istat, Elaborazioni su
dati del Ministero della Salute - MSAL
(a) Popolazione al 1° gennaio 2023.
4. L'Italia dei territori: sfi de e potenzialità
169
La quasi totalità della popolazione (98,7 per cento) risiede, pertanto, in comuni dai quali è
possibile raggiungere una struttura ospedaliera entro mezz’ora. Tuttavia, sussistono notevoli
differenze sul territorio: dista al più 15 minuti da un ospedale il 75,5 per cento dei comuni
lombardi, contro il 14,5 per cento dei comuni della Basilicata (93,4 e 41,6 per cento le quote
in termini di popolazione, rispettivamente). L’accessibilità dei residenti ai servizi ospedalieri è
superiore alla media nazionale, per il Centro-Nord, in regioni come Liguria (con la quota più
elevata di popolazione anziana), Veneto, Umbria, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Lom-
bardia, a cui si aggiungono Campania e Puglia per il Mezzogiorno. Maggiori diffi coltà si rileva-
no laddove l’orografi a e la geomorfologia dei territori rendono più complessi gli spostamenti:
in Basilicata, Molise, Valle d’Aosta/Vallée d'Aoste, in Sardegna e in Calabria, dove una quota
non irrilevante di popolazione (tra il 5,2 e il 20,3 per cento) impiega oltre 30 minuti per raggiun-
gere una struttura ospedaliera. I comuni che distano oltre 1 ora da un ospedale sono solo sei,
con appena 13 mila residenti in tutto, ripartiti tra Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia.
9 Comuni in cui nel 2022 è presente almeno un requisito tra: Siti UNESCO, Borghi, Bandiere Arancioni, Parchi Nazio-
nali o Regionali, Capitali della cultura, insieme a un rapporto visitatori per istituto superiore alla media nazionale.
4.1.3 Luoghi della cultura: l’accessibilità e la fruibilità
Nonostante una parte importante delle strutture espositive museali, archeologiche e monu-
mentali del nostro Paese si concentri nei grandi comuni metropolitani, una peculiarità del
patrimonio culturale italiano è di essere diffuso anche nei centri minori e più remoti. Nel 2022,
in Italia si contano 4.416 musei, monumenti e aree archeologiche aperti al pubblico: di questi
473 (10,7 per cento) sono concentrati nei quattordici comuni metropolitani e attraggono oltre
la metà dei visitatori totali (il 51,7 per cento). I restanti 3.943 musei e istituti similari sono di-
stribuiti in ulteriori 2.121 comuni, la metà circa situati al Nord (46,9 per cento), e la quota rima-
nente nel Centro (27,4 per cento) e nel Mezzogiorno (25,7 per cento). I luoghi del patrimonio
ubicati in comuni di interesse storico, artistico, e paesaggistico9 superano il 40 per cento del
totale (pari a 1.888) e attraggono ben l’83,2 per cento dei visitatori complessivi.
Figura 4.4 Quota di comuni (sinistra) e popolazione residente al 1° gennaio (destra) per tempo necessario
(in minuti) al raggiungimento della struttura ospedaliera più vicina, per regione. Anno 2023
(composizioni percentuali)
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Comuni
≤ 15 minuti 15-30 minuti > 30 minuti
0
10
20
30
40
50
60
70
80
90
100
Popolazione
≤ 15 minuti 15-30 minuti > 30 minuti
Fonte: Elaborazioni su dati Istat, Censimento permanente della Popolazione e delle Abitazioni