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FIGURA 4. SETTORI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP, IGP E STG PER COMUNE.  Anno 2016  

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Con riferimento alla presenza dei diversi settori dei prodotti di qualità nei 5.106 Comuni ove sono ubicati gli operatori, nel 51,1% dei Comuni è presente un unico settore mentre solo nel 3,8% sono localizzati contemporaneamente quatto o più settori (Prospetto 4 e Figura 4).

PROSPETTO 5. PRINCIPALI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP E IGP TIPO DI RICONOSCIMENTO,
PRODUTTORI, ALLEVAMENTI, SUPERFICIE, TRASFORMATORI E OPERATORI (a). Al 31 dicembre 2016, superficie in ettari SETTORI Tipo di riconoscimento Produzione Totale Operatori PRODOTTI Produttori Superficie Allevamenti
Imprese
CARNI FRESCHE Agnello di Sardegna
IGP 4.577

4.581 38 4.613 Vitellone bianco dell'Appennino IGP 3.024

3.051 861 3.824 PREPARAZIONI DI CARNI

Ciauscolo IGP 3.218

3.697 35 3.253 Coppa di Parma IGP 3.217

3.696 68 3.285 Prosciutto di Sauris IGP 3.217

3.696 126 3.339 Finocchiona
IGP 3.217

3.696 77 3.293 Salamini italiani alla cacciatora
DOP 3.217

3.696 149 3.362 Prosciutto di S. Daniele
DOP 3.204

3.683 147 3.347 Prosciutto di Modena
DOP 3.112

3.582 123 3.231 Prosciutto di Parma
DOP 3.112

3.582 274 3.382 Salame Cremona IGP 2.870

3.313 109 2.975 Valle d' Aosta Jambon de Bosses
DOP 2.870

3.313 91 2.958 Valle d' Aosta Lard d' Arnad
DOP 2.870

3.313 93 2.960 Salame di Varzi
DOP 2.570

2.981 93 2.660 Salame Brianza
DOP 2.570

  • 2.981 87 2.654 FORMAGGI

    Pecorino Romano
    DOP 11.132

11.172 54 11.181 Pecorino Sardo
DOP 7.160

7.160 39 7.139 Grana Padano
DOP 4.164

4.209 179 4.333 Parmigiano Reggiano
DOP 3.065

3.107 480 3.463 ORTOFRUTTICOLI E CEREALI

Mela Alto Adige o Sudtiroler Apfel
IGP 6.488 15.818

21 6.508 Mela Val di Non
DOP 3.801 5.925

7 3.808 Nocciola del Piemonte o Nocciola IGP 1.345 6.031

87 1.409 Arancia Rossa di Sicilia
IGP 397 5.217

59 444 Fungo di Borgotaro (d) IGP 11 5.900

15 26 OLI EXTRAVERGINE DI OLIVA

Toscano
IGP 10.783 63.295

708 10.951 Terra di Bari
DOP 2.476 23.463

135 2.582 Umbria
DOP 1.329 6.265

116 1.405 Val di Mazara
DOP 793 4.039

44 832 Sicilia IGP 516 4.096

94 582 Chianti Classico DOP 207 3.091

84 222 Olio di Calabria IGP 184 3.262

57 209 Terra d’Otranto DOP 176 3.218

35 194 (a) Per principali prodotti agroalimentari di qualità si intendono: i prodotti di origine animale con oltre 3 mila allevamenti e i prodotti di origine vegetale con oltre 3 mila ettari. (b) Un produttore può condurre uno o più allevamenti. (c) Un allevamento può essere iscritto contemporaneamente a due o più tipi di Preparazioni di carni o di Formaggi.

(d) Il dato di superficie è relativo ai terreni su cui viene eseguita la raccolta del prodotto.

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Il numero di allevamenti nel Mezzogiorno supera quello del Nord Come già rilevato per il 2015, anche nel 2016 è nel Mezzogiorno che si registrano i valori di crescita più elevati per operatori (+3.279, +12,5%), produttori (+2.976, +12%), trasformatori (+328, +16,2%), impianti di trasformazione (+520, +18,8%), superficie (+17.586 ettari, +32,7%) e allevamenti (1.499 strutture, +8,8%).
Gli operatori risultano presenti maggiormente nel Nord dove, seppure in calo, è localizzato il 41% dei produttori e il 42,2% dei trasformatori con il 42,5% degli impianti di trasformazione (Prospetto 6).
Come nel 2015, anche nel 2016 gli allevamenti localizzati nel Mezzogiorno (46,2%) superano quelli rilevati nel Nord (41,1%). Oltre i tre quarti della superficie (76,5%) sono concentrati nelle regioni centro-meridionali (40,4% nel Centro e 36,1% nel Mezzogiorno). La distribuzione per zona altimetrica mostra la netta prevalenza dei produttori ubicati in montagna e collina, che costituiscono insieme oltre i tre quarti (76,3%) del totale (Prospetto 6).

PROSPETTO 6. OPERATORI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP, IGP E STG PER RIPARTIZIONE GEOGRAFICA, ZONA ALTIMETRICA E GENERE. Al 31 dicembre 2016, superficie in ettari RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE ZONE ALTIMETRICHE GENERE

PRODUZIONE TRASFORMAZIONE Totale operatori (b) Produttori (a) Allevamenti Superficie Trasformatori Impianti Numero % Numero % Ettari % Numero % Numero % Numero % RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE Nord - ovest 10.888 13,8 7.761 19,1 12.579,14 6,4 1.030 13,8 1.634 14,9 11.541 13,8 Nord - est 21.395 27,2 8.918 22,0 33.919,14 17,1 2.123 28,4 3.029 27,6 23.035 27,5 Centro 18.654 23,7 5.143 12,7 79.728,00 40,4 1.970 26,3 3.029 27,6 19.702 23,5 Mezzogiorno 27.847 35,3 18.735 46,2 71.298,44 36,1 2.358 31,5 3.285 29,9 29.417 35,2 ZONE ALTIMETRICHE (c)

Montagna 21.278 26,8 7.881 19,4 41.049,78 20,8 1.279 17,0 1.908 17,4 22.031 26,1 Collina 39.297 49,5 18.410 45,4 118.751,55 60,1 3.988 53,1 5.764 52,5 41.788 49,6 Pianura 18.778 23,7 14.265 35,2 37.723,40 19,1 2.251 29,9 3.305 30,1 20.516 24,3 GENERE (d)

Maschi 62.961 79,9 35.429 87,4 149.144,53 75,5 6.403 85,6 9.545 87,0 67.395 80,5 Femmine 15.823 20,1 5.128 12,6 48.380,19 24,5 1.078 14,4 1.432 13,0 16.300 19,5 Italia 78.784 100,0 40.557 100,0 197.524,72 100,0 7.481 100,0 10.977 100,0 83.695 100,0 (a) Un produttore può condurre uno o più allevamenti. (b) Un operatore può essere contemporaneamente produttore e trasformatore. (c) I produttori, i trasformatori e gli operatori sono ripartiti per zona altimetrica ove sono ubicati gli allevamenti, le superfici e/o gli impianti; pertanto la somma dei dati può non corrispondere ai totali nazionali delle singole variabili. (d) Per l’attribuzione del genere si considera: per il produttore, il sesso del titolare (persona fisica) o del responsabile (società o ente), per il trasformatore il sesso del titolare (persona fisica) dell’impresa o del responsabile (società o ente).

A livello territoriale, nel 52,8% dei Comuni complessivamente interessati alle Dop, Igp e Stg sono presenti fino a 5 operatori; mentre solo nel 3,2% dei Comuni sono ubicati oltre 100 operatori (Prospetto 4 e Figura 5).
Considerando la distribuzione degli operatori nei Comuni delle Aree interne 3, si rileva che essi sono presenti nella maggioranza dei Comuni di tali Aree (59,3%); in particolare, il 51% dei Comuni

3 Le Aree interne sono le aree territoriali significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità), ricche di importanti risorse ambientali e culturali e fortemente diversificate per natura e a seguito di secolari processi di antropizzazione. Vive in queste aree circa un quarto della popolazione italiana, in una porzione di territorio che supera il 60% di quello totale e che è organizzata in oltre 4 mila Comuni.

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interessati ai prodotti di qualità comprende fino a 5 operatori, mentre il 3,9% ne raggruppa oltre 100. (Figura 6).
Si conferma dunque il contributo dei prodotti Dop e Igp, così come avviene per l’agriturismo, al mantenimento e al rafforzamento degli insediamenti umani e dell’attività agricola in queste aree più periferiche.
L’Indice di autocorrelazione di Moran4 consente di misurare la correlazione spaziale dei Comuni contigui o confinanti in relazione al numero degli operatori. Per i prodotti di qualità l’Indice è pari a 0,53 e segnala una tendenza all’aggregazione territoriale con Comuni contigui che presentano valori simili di operatori.
In 570 Comuni contigui il numero degli operatori è superiore alla media nazionale (11,3) rilevata nei Comuni in cui sono presenti; mentre in 1.924 Comuni contigui è inferiore alla media (Prospetto 7 e Figura 7).
I Comuni contigui con numero di operatori superiori alla media sono maggiormente concentrati in alcune aree e fanno riferimento a specifici settori dei prodotti di qualità. Nel Nord la maggior autocorrelazione si trova in Trentino Alto-Adige (settore Frutticolo) e in Emilia-Romagna (Formaggi e Preparazioni di carni); nel Centro in Toscana e Umbria (Oli extravergine); nel Mezzogiorno in Sardegna (Formaggi e Carni fresche), Puglia (Oli extravergine) e Sicilia (Oli extravergine e Ortofrutticoli). I Comuni contigui con un numero di operatori superiori alla media possono costituire nuclei omogenei di altrettanti distretti dei prodotti di qualità.

PROSPETTO 7. COMUNI CONTIGUI PER CLASSE DI NUMEROSITÀ DEGLI OPERATORI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP, IGP E STG. Al 31 dicembre 2016 CLASSI DI NUMEROSITÀ DEGLI OPERATORI
Comuni contigui Numero % Alta – Alta

  • Comuni contigui con numerosità di operatori maggiore alla media (a)
    570 11,2 Bassa – Bassa

  • Comuni contigui con numerosità di operatori minore alla media (a) 1.924 37,7 Bassa – Alta

  • Comuni con numerosità di operatori inferiore alla media contigui con Comuni con numerosità di operatori superiore alla media (a) 132 2,6 Alta – Bassa

  • Comuni con numerosità di operatori superiore alla media contigui con Comuni con numerosità di operatori inferiore alla media (a) 11 0,2 Non significativa

  • Comuni con operatori ma non contigui

            2.469 
    

    48,3

Totale

5.106

100,0 (a) La media nazionale degli operatori nei Comuni in cui sono presenti risulta pari a 11,3.

4 L’Indice di Moran assume valori positivi nel caso di Comuni contigui che presentano modalità simili della variabile esaminata. Al contrario, l’Indice ha valore negativo per i Comuni contigui che presentano modalità diverse della variabile esaminata. Due Comuni sono contigui se condividono parte del loro confine amministrativo.

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FIGURA 5. OPERATORI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP, IGP E STG PER COMUNE.
Anno 2016

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FIGURA 6. OPERATORI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP, IGP E STG PER AREE
INTERNE E COMUNE (a). Anno 2016

(a) Elaborazione Istat sulla classificazione delle Aree interne a cura del Ministero dello Sviluppo economico (2011).

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FIGURA 7. NUMEROSITÀ DEGLI OPERATORI DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALIT À DOP, IGP E STG PER COMUNI CONTIGUI. Anno 2016

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Tra i produttori, le donne sono due su dieci (20,1%, la stessa percentuale del 2015) e ancora di meno nei principali settori zootecnici : 17,5% nel settore d elle Carni fresche, 12,3% in quello d ei Formaggi e 3,7% nel settore d elle Preparazioni di carni . La presenza femminile risulta più consistente nei settori vegetali, in particolare degli Oli extravergine (33,6%) e degli Ortofrutticoli e cereali (20,1%). Viene quindi confermata la difficoltà delle donne a inserirsi in settori in cui è più difficile conciliare produzione, rapporto con il mercato ed esigenze familiari.
Pur presenti su tutto il territorio nazionale, i produttori risultano fortemente conc entrati in alcune aree; oltre la metà ( 51,3%) è localizzata in tre regioni: Sardegna, Toscana, e Trentino-Alto Adige, con un peso pari, rispettivamente, al 20,3%, al 16,3% e al 1 4,7% del totale nazionale . Tali concentrazioni sono la conseguenza dell’esistenza di produzioni regionali molto diffuse e attive da prima del conseguimento dei rispettivi ri conoscimenti Dop e Igp. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto comprendono il 18,6% dei produttori mentre il restante 30,1% è distribuito nelle rimanenti 14 regioni. In particolare, in Trentino-Alto Adige prevale nettamente il settore frutticolo, in Toscana l’olivicolo e in Sardegna il lattiero-caseario. Circa la metà dei trasformatori ( 49,3%) opera in quattro regioni del Centro -nord: Emilia-Romagna (19,5%), Toscana ( 16,2%), Lombardia (7%) e Veneto (6,6%). In Emilia -Romagna e Lombardia prevalgono i trasformatori di prosciutti e insaccati (macellatori, elaboratori e porzionatori), in Toscana gli operatori oleari (molitori e imbottigliatori) e in Veneto i confezionatori ortofrutticoli. A livello regionale, i m aggiori incrementi si segnalano in Sardegna (+1.109 produttori, + 7,4%; +1.372 allevamenti, + 9,2%), Sicilia (+ 796 produttori, +28,8%; +5,1mila ettari, +28,8%), Puglia (+505 produttori, +18,6%; +6,9mila ettari, +26,3%) e Piemonte (+574 produttori, +21,6%; +2,8mila ettari, +55,5%). Viceversa, le contrazioni maggiori si riscontra no in Lombardia (-266 produttori, -4,5%; -181 allevamenti, -3,3%) e Veneto (-174 produttori, -4,1% e -154 allevamenti, -5%).
Gli allevamenti sono particolarmente concentrati in Sardegna ( 40,2% delle strutture), Lombardia (13,1%), Emilia -Romagna (1 0%) e Veneto ( 7,2%), ossia nelle aree geografiche del Paese storicamente specializzate nell’allevamento suinicolo e nella produzione lattiero -casearia di qualità.
La superficie interessata alle Dop e Igp, coltivata principalmente a ortofrutta e olivo, è concentrata in tre regioni: Toscana (34,9%), Puglia (16,6%) e Sicilia (11,5%), seguono Trentino-Alto Adige (11%), Emilia-Romagna e Calabria (entrambe con il 4,8%). In particolare, si conferma la netta prevalenza della melicoltura in Trentino -Alto Adige, dell’olivicoltura da olio in Toscana , Puglia e Sicilia e dell’ortofrutta in Sicilia ed Emilia-Romagna.
Le specialità Dop e Igp riconosciute dall’Ue sono ampiamente diffuse sul territorio5. La ripartizione con più prodotti Dop e Igp è il Mezzogiorno che comprende 112 riconoscimenti , pari al 38,8% dei prodotti italiani riconosciuti dell’Ue (Prospetto 8). Alcune regioni sono particolarmente ricche di Dop e Ig p6; in Emilia -Romagna e Veneto i prodotti riconosciuti sono rispettivamente 45 e 38. Nel Nord spiccano anche Lombardia e Piemonte con 35 e 22 specialità, mentre la Valle d’Aosta dispone di soli quattro riconoscimenti. Nel Centro la maggiore consistenza di denominazioni si rileva in Toscana e Lazio, rispettivamente con 31 e 28 specialità. Nel Mezzogiorno le regioni con più riconoscimenti sono la Sicilia con 30 prodotti e la Campania con 23, seguono Puglia e Calabria, rispettivamente, con 19 e 18 prodotti.

5 Il territorio di ciascun prodotto Dop e Igp è definito con esattezza dalla legislazione comunitaria e nazionale, che delimita l’area entro cui la singola specialità può essere prodotta e/o trasformata. Per ciascun prodotto agroalimentare Dop e Igp, il territorio interessato può comprendere l’area definita da un solo comune a più regioni; ad esempio, in base allo specifico Disciplinare di produzione, mentre per il Cappero di Pantelleria, è consentita la coltivazione nel solo Comune di Pantelleria, per il Prosciutto di Parma l’allevamento dei suini si può svolgere in più regioni. 6 Per ciascuna preparazione di carne si considerano solamente le regioni, indicate nei relativi Disciplinari di produzione, ove si realizza la trasformazione della materia prima in prodotti finiti.

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PROSPETTO 8. PRODOTTI AGROALIMENTARI DI QUALITÀ DOP E IGP RICONOSCIUTI DALL’UE PER REGIONE. Al 31 dicembre 2016 REGIONI DOP

IGP

TOTALE (a) (b) (c) 2015 2016 Variaz.
2015 2016 Variaz.
2015 2016 Variaz. Piemonte 13 13

9 9

22 22

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste 4 4

4 4

Lombardia 20 21 1
12 14 2
32 35 3 Liguria 2 3 1

2 3 1

4 6 2 Trentino Alto Adige (d) 9 9

5 5

14 14

Bolzano 3 3

2 2

5 5

Trento 8 8

3 3

11 11

Veneto 18 19 1
18 19 1
36 38 2 Friuli - Venezia Giulia 5 5

1 1

6 6

Emilia-Romagna 19 20 1
23 25 2
42 45 3 Toscana 14 16 2
14 15 1
28 31 3 Umbria 4 4

5 5

9 9

Marche 6 6

7 7

13 13

Lazio 15 16 1
11 12 1
26 28 2 Abruzzo 6 6

3 4 1
9 10 1 Molise 5 5

1 1

6 6

Campania 13 14 1
9 9

22 23 1 Puglia 12 12

6 7 1
18 19 1 Basilicata 5 5

4 4

9 9

Calabria 12 12

5 6 1
17 18 1 Sicilia 17 17

12 13 1
29 30 1 Sardegna 6 6

1 2

7 8 1

Nord-ovest 36 36

19 21 2

55 57 2 Nord-est 42 42

41 43 2

83 85 2 Centro 34 36 2

26 28 2

60 64 4 Mezzogiorno 67 68 1

39 44 5

106 112 6 Italia 164 166 2
112 123 11
276 289 13 (a) Il territorio di un prodotto riconosciuto può comprendere una o più regioni e una o più ripartizioni. (b) Per ciascuna preparazione di carne, si considerano solamente le regioni, indicate nei relativi Disciplinari di produzione, ove si realizza la trasformazione della materia prima in prodotti finiti. (c) Le Stg non sono considerate in quanto non legate a un determinato territorio. (d) Due prodotti riconosciuti sia per Trento che per Bolzano vengono considerati una sola volta nel calcolo dei prodotti per il Trentino Alto Adige.

Carni fresche: settore stabile
Il settore delle Carni fresche riguarda cinque prodotti Dop e Igp, tutti attivi (Prospetto 1): il Vitellone bianco dell’Appennino centrale (allevato in Emilia-Romagna e nelle regioni del Centro, Abruzzo, Molise e Campania), l’Abbacchio romano nel Lazio, l’Agnello di Sardegna e la Cinta Senese in Toscana. Nel settore rientra anche la componente zootecnica della filiera produttiva dell’Oliva Ascolana del Piceno. Gli animali allevati, bovini, suini e ovini, si utilizzano per la produzione di carne, distribuita come prodotto fresco dopo la lavorazione. Il settore comprende 9.513 operatori, di cui 8.645 produttori/allevatori che gestiscono 8.680 allevamenti, con 19mila bovini, 1,0 milioni di ovini e 4mila suini, e 938 trasformatori con 2.016 impianti. Rispetto all’anno precedente si riscontra un calo di 56 produttori (-0,6%), 52 allevamenti (-0,6%) e un aumento di 41 trasformatori (+4,6%) e 71 impianti di trasformazione (+3,7%).