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│ 7 PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA

PROSPETTO 6. PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA, MERCATO ESTERO TOTALE, AREA EURO E AREA NON EURO. Confronto tra le strutture di ponderazione delle basi di calcolo Dicembre 2015 e Dicembre 2016. RAGGRUPPAMENTI PRINCIPALI DI INDUSTRIE Estero Estero area euro Estero area non euro Base 2015 Base 2016 Differenza assoluta Base 2015 Base 2016 Differenza assoluta Base 2015 Base 2016 Differenza assoluta Beni di consumo 30,5584
30,3728
-0,1856 31,0996
32,4224
+1,3228 30,1774
28,9105
-1,2669 durevoli 6,6122
6,8638
+0,2516 5,9679
6,9107
+0,9428 7,0649
6,8303
-0,2346 non durevoli 23,9462
23,5090
-0,4372 25,1317
25,5117
+0,3800 23,1125
22,0802
-1,0323 Beni strumentali 33,5655
34,9495
+1,3840 27,2187
27,4706
+0,2519 38,0292
40,2860
+2,2568 Beni intermedi 33,5905
32,2244
-1,3661 40,3334
38,7826
-1,5508 28,8488
27,5445
-1,3043 Energia 2,2856
2,4533
+0,1677 1,3483
1,3244
-0,0239 2,9446
3,2590
+0,3144 Totale 100,0000 100,0000

100,0000 100,0000

100,0000 100,0000

Con riferimento all’indice totale (Prospetto 7), aumenta l’incidenza dell’Energia (+1,1 punti percentuali) e dei Beni strumentali (+0,5 punti) mentre diminuisce il peso di tutti gli altri comparti - Beni di consumo -0,9 punti (-0,1 per i durevoli e -0,8 per i non durevoli) e Beni intermedi -0,7 punti.

PROSPETTO 7. PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA, INDICE TOTALE. Confronto tra le strutture di ponderazione delle basi di calcolo Dicembre 2015 e Dicembre 2016. RAGGRUPPAMENTI PRINCIPALI DI INDUSTRIE Base 2015 Base 2016 Differenza assoluta Beni di consumo 24,6887 23,7854 -0,9033 durevoli 3,7799 3,7057 -0,0742 non durevoli 20,9088 20,0797 -0,8291 Beni strumentali 20,9385 21,4143 +0,4758 Beni intermedi 28,2338 27,5335 -0,7003 Energia 26,1390 27,2668 +1,1278 Totale 100,0000 100,0000

Le modifiche delle strutture di ponderazione degli indici possono essere esaminate considerando le quote interne, per ciascun aggregato settoriale, delle diverse componenti: area euro e area non euro, da un lato, mercato interno e mercato estero, dall’altro (Prospetto 8).

PROSPETTO 8. PREZZI ALLA PRODUZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI. INDICE ESTERO E INDICE TOTALE. Confronto tra i rapporti di composizione delle basi di calcolo Dicembre 2015 e Dicembre 2016. RAGGRUPPAMENTI PRINCIPALI DI INDUSTRIE Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 Area euro Area non euro Area euro Area non euro Interno Estero Interno Estero Beni di consumo 42,0206 57,9794 44,4517 55,5483 67,6229 32,3771 66,3525 33,6475 durevoli 37,2668 62,7332 41,9264 58,0736 54,2417 45,7583 51,1723 48,8277 non durevoli 43,3333 56,6667 45,1890 54,8110 70,0419 29,9581 69,1520 30,8480 Beni strumentali 33,4807 66,5193 32,7308 67,2692 58,0673 41,9327 56,9993 43,0007 Beni intermedi 49,5772 50,4228 50,1165 49,8835 68,8790 31,1210 69,1563 30,8437 Energia 24,3598 75,6402 22,4800 77,5200 97,7127 2,2873 97,6350 2,365 Totale 41,2888 58,7112 41,6417 58,3583 73,8419 26,1581 73,6603 26,3397

Nell’ambito del mercato estero si osserva un lieve spostamento complessivo verso l’area euro (il cui peso nel totale aumenta di 0,4 punti percentuali), attribuibile soprattutto alla componente dei

│ 8 PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA beni di consumo (+2,4 punti). Anche per la componente dei beni intermedi, aumenta lievemente l’incidenza dell’area dell’euro (+0,5 punti). Per la componente energetica e i Beni strumentali cresce il peso dell’area non euro (rispettivamente +1,9 e +0,7). Nel rapporto tra mercato interno ed estero si osserva un aumento dell’incidenza relativa del mercato estero per gli aggregati dei Beni di consumo (+1,3 punti percentuali), dei Beni strumentali (+1,1 punti) e dell’Energia (+0,1 punti) mentre per il mercato interno si registra una crescita del peso dei Beni intermedi (+0,3 punti). A livello aggregato, il mercato interno si conferma prevalente rispetto a quello estero ma aumenta, lievemente, il peso relativo della componente estera (+0,2 punti). Per cogliere ulteriori elementi relativi al mutamento delle strutture di ponderazione tra le due basi in esame, è utile il confronto a livello di settori di attività economica riferito ai differenti mercati (Prospetto 9). PROSPETTO 9. PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA, MERCATO INTERNO, MERCATO ESTERO AREA EURO E MERCATO ESTERO AREA NON EURO. Confronto tra le strutture di ponderazione delle basi di calcolo Dicembre 2015 e Dicembre 2016. SETTORI DI ATTIVITÀ ECONOMICA Interno Estero area euro Estero area non euro Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 B Attività estrattiva 0,8361 1,0500 0,3506 0,3100 0,6348 0,4936 C Attività manifatturiere 72,6282 70,8287 99,6494 99,6900 99,3652 99,5064 CA Industrie alimentari, bevande e tabacco 12,9678 12,6863 8,9418 8,4698 6,7167 6,5709 CB Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori 5,7161 5,4715 10,0623 9,4484 12,1543 11,6805 CC Industria del legno, della carta e stampa 4,5867 4,4230 3,4687 3,3074 2,1904 2,1161 CD Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati 7,5475 7,4424 1,3483 1,3244 2,9446 3,2590 CE Fabbricazioni di prodotti chimici 3,9412 3,7418 7,2014 7,0045 5,8032 5,6902 CF Produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 1,3478 1,0049 6,3179 7,3204 4,6622 4,1489 CG Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 5,9926 5,6889 9,2948 8,9361 6,2533 6,1343 CH Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) 10,9634 10,7031 15,8276 15,5677 11,0670 10,9316 CI Fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi 1,5541 1,4392 2,7181 2,4640 2,4941 2,4438 CJ Fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche 2,5047 2,5412 5,8747 5,6642 5,3608 5,1606 CK Fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. 6,4120 6,0931 13,9575 13,7161 24,4525 24,2991 CL Fabbricazione di mezzi di trasporto 4,3844 5,0964 10,1262 11,9676 9,2621 11,7532 CM Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature 4,7099 4,4969 4,5101 4,4994 6,0040 5,3182 D Fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria condizionata 25,5988 27,3320

E Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 0,9369 0,7893 -

TOTALE 100,0000 100,0000 100,0000 100,0000 100,0000 100,0000

Sul mercato interno, i settori con maggior incidenza nella base 2016 sono quelli relativi alla fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (con un peso del 27,3%), alle industrie alimentari, bevande e tabacco (12,7%), all’industria della metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo (10,7%) e alla fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (7,4%). Rispetto alla base 2015, emerge soprattutto l’incremento di peso dei settori della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria condizionata (+1,7 punti) e della fabbricazione di mezzi di trasporto (+0,7 punti); in leggero calo l’incidenza degli altri settori delle attività manifatturiere, nel complesso il peso diminuisce di 1,8 punti percentuali.

│ 9 PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA Per quel che riguarda i prezzi relativi all’area dell’euro, i settori con peso più elevato nella nuova base sono quelli della metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo (15, 6%), della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (1 3,7%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (12,0%). Rispetto al 201 5, si segnala sop rattutto l’aumento dell’incidenza dei settori della fabbricazione di mezzi di trasporto (+1,8 punti percentuali) e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+ 1,0 punti). La diminuzione più rilevante riguarda i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori ( -0,6 punti percentuali) e quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,5 punti). Infine, con riferimento al mercato dell’area non euro, il settore con incidenza più elevata nella nuova struttura di ponderazione è quello della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (24,3%), seguito, con un peso molto inferiore, da quell i della fabbricazione di mezzi di trasporto (11,8%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (1 1,7%) e della metallurgia e fabbricazione dei prodotti in metallo (1 0,9%). Rispetto al 201 5, aumenta l’incidenza dei settori della fabbricazione di m ezzi di trasporto (+ 2,5 punti percentuali) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati ( +0,3). Tra i settori in calo si segnalano quelli delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-0,7 punti percentuali), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (per entrambi -0,5 punti).

DIFFUSIONE DEGLI INDICI CONCATENATI: CONTINUITA’ E DISCONTINUITA’ DELLE SERIE STORICHE Diffusione degli indici La diffusione di indici a catena presenta peculiarità che la distinguono significativamente da quella, ancora prevalente nell’ambito delle statistiche congiunturali, relativa agli indicatori in base fissa.
In particolare, è la discontinuità in serie storica uno degli aspetti caratterizzanti la disponibilità di indici concatenati: la probabilità di riscontrare discontinuità nelle serie degli indici è direttamente correlata al livello di dettaglio considerato all’interno della struttura gerarchica della classificazione da cui derivano gli aggregati. Da ciò segue che, quanto più è dettagliato l’aggregato considerato, tanto più risulta elevata la probabilità di riscontrare possibili interruzioni di serie. Questa caratteristica, correlata con i criteri generali di diffusione, articola ulteriormente la base di dati disponibili per l’utenza. Regole di diffusione. Il sistema degli indici dei prezzi alla produzione è costituito da tre variabili rilevate e due di sintesi. La diffusione è effettuata a partire dagli aggregati di classe fino all’indice generale e con riguardo ai Raggruppamenti principali di industrie. Con riferimento ad un generico anno, gli indici pubblicati sono concatenati ma la loro numerosità deriva prima di tutto dalla composizione della base di calcolo cioè, più semplicemente, dal turnover imprese/prezzi/prodotti. Questo principio, naturalmente, vale per ciascuna delle variabili del sistema e al loro interagire a livello di sistema. Ne discende, per il sistema dei prezzi alla produzione, l’esistenza di cinque distinti schemi di diffusione. Il criterio generale che guida la diffusione di indici rilevati direttamente presso imprese discende dall’art. 9 del DLgs. 322/89 e riguarda la tutela della se gretezza dei dati forniti dalle imprese. Tale criterio, calato sulla realtà di rilevazione, si traduce nella regola in base alla quale l’indice di un determinato aggregato può essere pubblicato se e solo se i dati sui quali è costruito lo stesso aggregato – nel caso specifico le serie dei prezzi – sono acquisiti da almeno tre unità rispondenti, cioè da tre imprese.
Al criterio generale di diffusione si associa una regola ispirata al principio di rilevanza (nell’accezione di rappresentatività) degli aggrega ti in diffusione. Più semplicemente, si tratta di una regola di efficienza, finalizzata all’eliminazione di ridondanze nella pubblicazione degli indici. Di fatto, l’aggregato di ordine superiore ha un diritto di precedenza – nella pubblicazione – rispetto a quello di ordine inferiore. E’ il caso di osservare che il principio di rilevanza ricorre se e solo se la corrispondenza tra aggregati di ordine superiore e inferiore è biunivoca (cioè se gli indici dei due aggregati coincidono). In altre parole, se, ad esempio, in corrispondenza di un determinato aggregato sono disponibili gli indici di gruppo e di classe (cioè in corrispondenza di quel gruppo è associata una sola classe), in diffusione è presente solo l’indice di gruppo.

│ 10 PREZZI ALLA PRODUZIONE DELL’INDUSTRIA Il criterio generale di diffusione e la regola di rilevanza operano, contemporaneamente, come variabili esogene sulla diffusione degli indici aggregati. C’è un’ulteriore componente, di natura endogena – perché propria del sistema delle cinque variabili sui prezzi alla produzione – dalla quale dipende la dinamica relativa alla pubblicazione degli indici. Ci si riferisce alle variabili di sintesi le quali, proprio in forza del criterio generale di diffusione, possono prevedere la pubblicazione di indici di aggregati che non sono pubblicati a livello di variabili rilevate. E’ il caso, ad esempio, di un aggregato della variabile di sintesi che derivi dai due corrispettivi indici rilevati, relativamente ai quali, per il primo, i prezzi sono rilevati da due imprese e, per il secondo, la base di rilevazione è rappresentata da una sola unità rispondente. Per ciascuna delle due variabili rilevate non ricorre la condizione per la pubblicazione dell’indice aggregato; diversamente, per la variabile di sintesi, l’indice dell’aggregato può essere pubblicato perché i prezzi sui quali sono calcolati gli indici sono rilevati su tre unità rispondenti.

PROSPETTO 10. PREZZI ALLA PRODUZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI. Confronto tra gli aggregati diffusi nelle basi di calcolo Dicembre 2015 e Dicembre 2016. AGGREGATO Totale Interno Estero totale Estero area euro Estero area non euro Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 Base 2015 Base 2016 Raggruppamenti principali di industrie (a) 7 7 7 7 7 7 7 7 6 6 Indice generale 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 Sezioni (b) 4 4 4 4 2 2 2 2 2 2 Sottosezioni (c)
13 13 13 13 13 13 13 13 12 12 Divisioni (b) 26 26 26 26 22 22 22 22 21 21 Gruppi (b) 89 88 87 87 78 78 70 70 74 73 Classi (b) 164 164 155 154 129 129 114 114 118 118 Totale aggregati 304 303 293 292 252 252 229 229 234 233 (a) Reg. (CE) 585/2001 Commissione europea; (b) Ateco 2007 (NACE 2); (c) SNA/ISIC.

Ciò consente di spiegare asimmetrie nella pubblicazione annuale del set di indici che possono apparire poco comprensibili ma che, come spiegato, derivano come risultanti di un vero e proprio sistema di regole di diffusione il quale ha una caratterizzazione annuale, perché derivato dagli indici in base di calcolo; dunque le discontinuità in serie storica sono fisiologiche, riguardando le singole variabili rilevate e le sintesi da queste derivate. Un altro fattore che contribuisce a determinare il set di indicatori pubblicati, riguarda la scelta di mantenere il più possibile stabile il numero complessivo di aggregati pubblicati, riducendo le interruzioni di serie e quindi garantendo un adeguato livello di comparabilità in serie storica. Questo fattore è uno degli elementi che definiscono il disegno di aggiornamento dei campioni delle unità di rilevazione prezzi/prodotti/imprese. Nel Prospetto 10 è evidenziato il confronto tra il numero di aggregati pubblicati provenienti dalle basi di calcolo Dicembre 2015 e Dicembre 2016; si osserva una sostanziale conferma degli aggregati diffusi.

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