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Linee Guida per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico (2016) 41 DATI.GOV.IT L’architettura complessiva del portale nazionale e il
suo interfacciamento con i cataloghi dei dati delle
pubbliche amministrazioni e con il portale europeo
sono illustrati in Figura 8. Figura 8: Architettura del portale nazionale dei dati Come mostrato in figura, esso si basa su DKAN, uno
strumento open data interamente integrato e gestito
nell’ambito di Drupal, che offre funzionalità di
catalogazione, pubblicazione e visualizzazione dei dati. Il front-end del portale ha una parte di libero accesso,
dove chiunque può ricercare e visionare e riutilizzare i
metadati inclusi nel catalogo, e una parte di area
privata riservata alle pubbliche amministrazioni per
alimentare il catalogo. Il back-end è interamente
gestito sulla base del nuovo profilo di metadatazione
nazionale DCAT-AP_IT, ha il compito di predisporre
i metadati per l’harvesting da parte del portale
europeo e prevede una funzionalità di harvesting
periodica e automatizzata verso i cataloghi delle altre
amministrazioni. A oggi quest’ultima funzione
supporta tre formati principali: JSON-LD, utile per
quei cataloghi basati principalmente sul formato
JSON (e.g., Socrata), RDF/XML, per utenti più
familiari con il formato XML, e RDF/Turtle. La tabella seguente fornisce indicazioni di massima
sulle modalità di alimentazione attualmente previste e
adottabili a seconda del proprio contesto. Numero di dataset e relativo aggiornamento Modalità di alimentazione Pochi dataset (nell’ordine delle decine) –
frequenza di aggiornamento molto ampia (e.g.,
annuale, semestrale) oppure anche più regolare
(e.g., trimestrale). Uso del web editor che guida nella definizione
dei metadati, già predisposti per essere
conformi a DCAT-AP_IT Molti dataset (nell’ordine delle centinaia e oltre) –
frequenza di aggiornamento sia ampia, sia
regolare e molto breve (e.g., giornaliera). Alimentazione e aggiornamento automatico e
periodico del portale attraverso funzionalità di
harvesting verso i cataloghi dei dati delle
AZIONE 15: ASSICURATI CHE I METADATI RELATIVI AI TUOI DATASET SIANO PRESENTI NEL PORTALE NAZIONALE DEI DATI… Ai sensi dell’articolo 1 comma 8 del
D.Lgs. 18 Maggio 2015, n.102, il
portale nazionale dei dati (dati.gov.it)
è l ’ u n i c o r i f e r i m e n t o p e r l a documentazione e la ricerca di tutti i
dati della pubblica amministrazione.
Esso, inoltre, è l’unico ad abilitare il
colloquio con l’analogo portale
europeo(http://www.europeandatapo rtal.eu/). Il portale nazionale dei dati include
esclusivamente i metadati, conformi al profilo DCAT-AP_IT, che descrivono
sia i database delle amministrazioni,
sia i relativi dati aperti. Le amministrazioni sono tenute
pertanto a inserire e a mantenere
aggiornati, attraverso le modalità di
alimentazione previste dal catalogo,
tali metadati. I dati primari, il cui
riferimento è pubblicato sul portale
nazionale, rimangono presso il titolare
del dato che conserva la responsabilità
della loro divulgazione a livello
nazionale. Come già precedentemente riportato, i dati geografici devono essere
documentati esclusivamente presso il
Repertorio Nazionale dei Dati
Territoriali (RNDT) che, in maniera
automatizzata, si occupa
dell’allineamento con il portale
nazionale dei dati. Linee Guida per la Valorizzazione del Patrimonio Informativo Pubblico (2016) 42 pubbliche amministrazioni. Per tutti i dataset relativi a dati geografici Strumenti di alimentazione del catalogo RNDT. Il portale nazionale dei dati sarà alimentato in
maniera trasparente per le amministrazioni e
automatizzata attraverso l’RNDT, grazie alla
futura implementazione da parte di
quest’ultimo dell’estensione GeoDCAT-AP per
i dati geografici. Ulteriori elementi di federazione I meccanismi di alimentazione del portale nazionale abilitano, di fatto, una federazione tra portali di
pubbliche amministrazioni. Si possono individuare anche ulteriori modalità di federazione e
condivisione. Per esempio, un'amministrazione può mettere a disposizione di altre la propria soluzione Open Data
(e.g., un'amministrazione regionale dotata di una piattaforma Open Data la può mettere a disposizione dei comuni della regione, e si raccomanda di farlo). Nell’ambito invece del paradigma Linked Data, si segnala che il W3C ha definito uno standard per
federare SPARQL endpoint 62. Lo standard prevede una sintassi aggiuntiva per SPARQL in grado di
considerare, in una stessa “query”, dati provenienti da SPARQL endpoint differenti. Inoltre, lo
standard prevede funzioni per cui molteplici SPARQL endpoint gestiscono, in maniera del tutto
trasparente per l’utente, l'invio della “query” a più endpoint o la scomposizione della “query” e la
ricomposizione dei frammenti del risultato finale. In generale, al meglio delle nostre conoscenze, la
federazione di SPARQL endpoint rimane ancora confinata a soluzioni di ricerca. 62. W3C Recommendation, “SPARQL 1.1 Federated Query”, https://www.w3.org/TR/sparql11-federated- query/, 21 Marzo 2013

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