Gennaio 2018
COMMERCIO AL DETTAGLIO
A partire dai dati di gennaio 2018 gli indici delle
vendite al dettaglio sono diffusi nell a nuova base di
riferimento 2015 =1001. Tra le novità introdotte vi è
l’ampliamento del campo di osservazione , che ora
include anche le imprese che svolgono come att ività
prevalente il commercio elettronico. La dinamica delle
vendite intermediate da tali imprese è descritta
nell’ultimo paragrafo.
A gennaio 2018 le vendite al dettaglio registrano
una diminuzione, rispetto al me se precedente, dello
0,5% in valore e dello 0,7% in volume. In particolare, le
vendite di beni alimentari non subiscono variazioni,
mentre quelle di beni non alimentari calano dello 0,9%
in valore e dell’1,0% in volume.
Nel trimestre novembre 2017-gennaio 2018 l’indice
complessivo registra un calo dello 0,2% in valore e
dello 0,5% in volume . Nello stesso periodo, le vendite
di beni alimentari diminuiscono dello 0,4% in valore e
dell’1,0% in volume ; sostanzialmente stabile risulta
l’andamento dei beni non alimentari.
Rispetto a gennaio 2017, le vendite al dettaglio
registrano una flessione dello 0,8% in valore e
dell’1,9% in volume.
Sempre rispetto a gennaio 2017, il valore delle
vendite al dettaglio diminuisce dell’1,2% sia per la
grande distribuzione sia pe r le imprese operanti su
piccole superfici , mentre il commercio elettronico
registra un aumento del 2,4%.
COMMERCIO AL DETTAGLIO. DATI IN VALORE Gennaio 2016 - gennaio 2018, indice destagionalizzato e media mobile (base 2015=100) 99,0 99,5 100,0 100,5 101,0 101,5 G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G 2016 2017 2018 Indice mensile Indice mensile: media mobile a tre termini
1 I dettagli sul passaggio alla nuova base sono illustrati in una
specifica nota informativa pubblicata con testualmente a questa
Statistica flash.
COMMERCIO AL DETTAGLIO. DATI IN VALORE
Gennaio 2016 – gennaio 2018, variazioni percentuali congiunturali,
dati destagionalizzati
-1,5 -1,2 -0,9 -0,6 -0,3 0,0 0,3 0,6 0,9 1,2 1,5 1,8 2,1 2,4 G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G 2016 2017 2018
COMMERCIO AL DETTAGLIO. DATI IN VALORE
Gennaio 2016 – gennaio 2018, variazioni percentuali tendenziali, dati
grezzi
-2,5 -1,5 -0,5 0,5 1,5 2,5 3,5 G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G 2016 2017 2018
14 Marzo 2018
Prossima diffusione: 11 aprile 2018
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COMMERCIO AL DETTAGLIO. DATI IN VOLUME Gennaio 2016 – gennaio 2018, variazioni percentuali congiunturali, dati destagionalizzati
COMMERCIO AL DETTAGLIO. DATI IN VOLUME Gennaio 2016 – gennaio 2018, variazioni percentuali tendenziali, dati grezzi -1,5 -1,2 -0,9 -0,6 -0,3 0,0 0,3 0,6 0,9 1,2 1,5 1,8 2,1 G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G 2016 2017 2018 -3,0 -2,0 -1,0 0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G 2016 2017 2018
Rispetto a dicembre 2017 (Prospetto 1, dati destagionalizzati), le vendite di prodotti alimentari non registrano variazioni; le vendite di beni non alimentari diminuiscono dello 0,9% in valore e dell’1,0% in volume.
PROSPETTO 1. COMMERCIO AL DETTAGLIO PER SETTORE MERCEOLOGICO. DATI IN VALORE E VOLUME
Gennaio 2018, variazioni percentuali (indici in base 2015=100) (a)
SETTORE MERCEOLOGICO
Variazioni congiunturali (dati destagionalizzati)
Gen 18
Dic 17
Nov 17-Gen 18
Ago-Ott 17
valore
volume
valore
volume
Alimentari
0,0
0,0
-0,4
-1,0
Non alimentari
-0,9
-1,0
0,0
-0,1
Totale
-0,5
-0,7
-0,2
-0,5
Variazioni tendenziali (dati grezzi)
Gen 18
Gen 17
Gen 18
Gen 17
valore
volume
Alimentari
-0,5
-1,8
Non alimentari
-1,0
-1,5
Totale
-0,8
-1,9
(a)
Dati provvisori
Rispetto a gennaio 2017 (Prospetto 1, dati grezzi), sia le vendite di prodotti alimentari sia quelle di prodotti non alimentari registrano variazioni negative; le vendite dei beni alimentari diminuiscono dello 0,5% in valore e dell’1,8% in volume, quelle dei prodotti non alimentari dell’1,0% in valore e dell’1,5% in volume.
| 3 Forma distributiva e tipologia di esercizio
PROSPETTO 2. COMMERCIO AL DETTAGLIO PER FORMA DISTRIBUTIVA E SETTORE MERCEOLOGICO. DATI
IN VALORE. Gennaio 2018, variazioni percentuali (indici in base 2015=100) (a)
FORMA DISTRIBUTIVA E SETTORE MERCEOLOGICO
Gen 18
Gen 17
Grande distribuzione
-1,2
Alimentari
-1,0
Non alimentari
-1,8
Imprese operanti su piccole superfici
-1,2
Alimentari
+0,5
Non alimentari
-1,7
Commercio elettronico
+2,4
Totale (b)
-0,8
(a) Dati provvisori
(b) Le forme distributive rappresentate non esauriscono il totale del commercio al dettaglio.
Rispetto a gennaio 2017 (Prospetto 2) il valore delle vendite al dettaglio diminuisce dell’1,2% sia per la grande distribuzione sia per le imprese operanti su piccole superfici, mentre il commercio elettronico registra un aumento del 2,4%. Nella grande distribuzione le vendite registrano una variazione negativa sia per i prodotti alimentari (-1,0%) sia per quelli non alimentari (-1,8%). Per le imprese operanti su piccole superfici si registra un aumento dello 0,5% per i prodotti alimentari e un calo dell’1,7% per quelli non alimentari. Con riferimento alla tipologia di esercizio della grande distribuzione (Prospetto 3), a gennaio 2018 il valore delle vendite al dettaglio segna una variazione tendenziale negativa sia per gli esercizi non specializzati sia per quelli specializzati (rispettivamente -1,4% e -1,2%). Tra i primi si registrano variazioni negative per gli esercizi a prevalenza alimentare (-1,2%) e per gli esercizi a prevalenza non alimentare (-3,1%). Tra gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, il valore delle vendite diminuisce per Ipermercati (-3,5%) e Supermercati (-1,1%), mentre i Discount registrano un incremento del 3,6%.
PROSPETTO 3. COMMERCIO AL DETTAGLIO PER TIPOLOGIA DI ESERCIZIO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE. DATI IN VALORE. Gennaio 2018, variazioni percentuali (indici in base 2015=100) (a) TIPOLOGIE DI ESERCIZIO Gen 18 Gen 17 Esercizi non specializzati -1,4 A prevalenza alimentare -1,2 Ipermercati -3,5 Supermercati -1,1 Discount di alimentari +3,6 A prevalenza non alimentare -3,1 Esercizi specializzati -1,2 Grande distribuzione -1,2 (a) Dati provvisori
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Andamento delle vendite per dimensione di impresa Con riferimento alla dimensione delle imprese (Prospetto 4), nel mese di gennaio 2018 si registrano variazioni tendenziali negative per tutte le classi di addetti.
PROSPETTO 4. COMMERCIO AL DETTAGLIO PER CLASSE DI ADDETTI. DATI IN VALORE Gennaio 2018, variazioni percentuali (indici in base 2015=100) (a) CLASSI DI ADDETTI Gen 18 Gen 17 Fino a 5 addetti -0,7 Da 6 a 49 addetti -1,3 Almeno 50 addetti -0,7 Totale -0,8 (a) Dati provvisori
Prodotti non alimentari Per quanto riguarda i gruppi di prodotti non alimentari , nel mese di gennaio 2018 , si registrano andamenti negativi per quasi tutte le categorie, ad eccezione degli Altri prodotti, gioiellerie, orologerie (+3,8%) e , in misura decisamente più contenuta, dei Prodotti di profumeria, cura della persona (+0,1%).
FIGURA 1. COMMERCIO AL DETTAGLIO PER GRUPPI DI PRODOTTI NON ALIMENTARI. DATI IN VALORE Gennaio 2018, graduatoria dei gruppi di prodotti secondo le variazioni percentuali sullo stesso mese dell’anno precedente (indici in base 2015=100) (a) -3,1 -2,7 -2,6 -2,5 -2,4 -1,7 -1,0 -0,9 -0,8 -0,6 -0,2 0,1 3,8 -4,0 -3,0 -2,0 -1,0 0,0 1,0 2,0 3,0 4,0 5,0 Calzature, articoli in cuoio e da viaggio Abbigliamento e pellicceria Giochi, giocattoli, sport e campeggio Cartoleria, libri, giornali e riviste Generi casalinghi durevoli e non durevoli Mobili, articoli tessili, arredamento Elettrodomestici, radio, tv e registratori Dotazioni per l’informatica, telecom., telefonia Prodotti farmaceutici Utensileria per la casa e ferramenta Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali Prodotti di profumeria, cura della persona Altri prodotti (gioiellerie, orologerie) (a) Dati provvisori
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Commercio elettronico
La diffusione a livello nazionale di dati sul commercio elettronico, sia come indice specifico che
come nuova componente dell’indice generale delle vendite al dettaglio, prende avvio con i dati
riferiti a gennaio 2018 ma con serie storica disponibile a partire da gennaio 2015.
Gli indici sul commercio elettronico, il cui peso sull’indice generale è pari all’1,9%, misurano
l’andamento delle vendite on -line effettuate da imprese o stabili organizzazioni residenti i n Italia a
controllo nazionale o estero, la cui attività economica prevalente o esclusiva è la vendita al
dettaglio attraverso internet. Si tratta, dunque, di un indicatore sulle vendite delle imprese del
settore commerciale residenti nel nostro Paese e no n di un indicatore degli acquisti effettuati
tramite internet dai consumatori residenti. Pertanto, se un consumatore, residente in Italia,
acquista mediante un sito internet appartenente a un ’impresa residente all’estero, questo non si
rifletterà sull’indi catore qui presentato; diversamente, se un consumatore, residente o meno nel
nostro Paese, acquista tramite internet su un sito gestito da un’impresa residente in Italia, questo
verrà colto nell’indicatore di commercio elettronico.
Come per le vendite tram ite i canali tradizionali, anche per quelle tramite internet si considerano
solamente le transazioni che hanno come destinatari i consumatori finali e come oggetto i beni di
consumo, con alcune importanti eccezioni: le vendite di autoveicoli e motoveicoli, che sono
comprese in una diversa voce della classificazione ATECO, nonché i carburanti. Di conseguenza,
oltre a queste ultime voci, sono escluse dalle vendite on -line tutte le prestazioni di servizi tramite
internet.
È importante precisare che le vendite on-line realizzate secondariamente da imprese commerciali
che operano in sede fissa, e che quindi realizzano tramite internet solo una parte non prevalente
delle loro attività, erano già comprese negli indici in precedenza diffusi. Tale parte di vendite
continua naturalmente a essere rilevata e compresa nell’indicatore complessivo sulle vendite, ma
non confluisce specificamente nell’indicatore del commercio elettronico qui presentato.
Nel grafico seguente è possibile apprezzare la dinamica decisamente più s ostenuta rispetto a
quella dell’indice generale nell’arco dell’ultimo biennio, con la sola eccezione di aprile 2017.
COMMERCIO AL DETTAGLIO. DATI IN VALORE Gennaio 2016 - gennaio 2018, variazioni percentuali tendenziali (dati grezzi)
il punto su
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Glossario
Grande distribuzione : la definizione di tale aggregato è stata rivista con l’adozione della
classificazione Ateco 2007, soprattutto in relazione alla sua articolaz ione. Rientrano nella grande
distribuzione:
Le imprese non specializzate a prevalenza alimentare
- Ipermercato (Ateco 47111) : esercizio di vendita al dettaglio con superficie di vendita superiore a 2.500 metri quadrati, articolato in reparti (alimentari e non alimentari), ciascuno dei quali avente, rispettivamente, le caratteristiche di supermercato e di grande magazzino.
- Supermercato (Ateco 47112) : esercizio di vendita al dettaglio operante nel campo alimentare (autonomo o reparto di grande magazzino) orga nizzato prevalentemente a libero servizio e con pagamento all’uscita, che dispone di una superficie di vendita normalmente superiore a 400 metri quadrati e di un vasto assortimento di prodotti alimentari, in prevalenza preconfezionati, nonché articoli del settore non alimentare per l’igiene e la pulizia della casa, della persona e degli animali.
- Discount di alimentari (Ateco 47113) : esercizio di vendita al dettaglio in sede fissa di superficie
medio grande che, attuando una politica di abbattimento dei cos ti di impianto, di gestione e di
servizio, offre in self -service una gamma limitata di prodotti, generalmente non di “marca”, a prezzi
contenuti rispetto alla media di mercato.
Le imprese non specializzate a prevalenza non alimentare Grande magazzino ed E sercizio non specializzato di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici (Ateco 47191, 47192) : in entrambi i casi si tratta di un esercizio di vendita al dettaglio di prodotti quasi esclusivamente non alimentari, che dispone generalmente di una superficie di vendita superiore a 400 metri quadrati e offre un assortimento di prodotti appartenenti a diversi settori merceologici (quali, ad esempio, elettronica di consumo, elettrodomestici, abbigliamento, mobili, articoli per la casa).
Le grandi superfici specializzate Grandi superfici specializzate: sono definite come imprese commerciali che attuano la vendita, attraverso esercizi in sede fissa, di una tipologia unica o prevalente di prod otti non alimentari, su una superficie di vendita generalmente superiore ai 400 metri quadrati con caratteristiche organizzative proprie della grande distribuzione. Punti di vendita operant i su piccola superficie : punt i di vendita appartenent i alla distrib uzione tradizionale, caratterizzati da una superficie inferiore ai 400 metri quadrati. Possono essere esercizi specializzati o non specializzati. Fra questi ultimi rientrano i minimercati ( Ateco 47114), i negozi che vendono surgelati (Ateco 47115) e gli empori (Ateco 47199).
Commercio elettronico (Ateco 47911): vendita realizzata attraverso reti informatiche che utilizzano il protocollo Internet e/o altre connessioni tra computer. Gli indicatori mensili sul commercio elettronico si riferiscono alle vendite on-line effettuate da imprese che abbiano come attività prevalente o esclusiva la vendita al dettaglio attraverso internet. Le vendite on -line realizzate dalle imprese che svolgono in prevalenza un’attività commerciale diversa dal commercio elettronico co nfluiscono negli aggregati relativi a tali attività. Vendite al di fuori dei negozi (Ateco 478 e 479, tranne 47911) : vendite effettuate mediante canali diversi dai punti di vendita in sede fissa e dal commercio elettronico. Rientrano in queste forme il commercio ambulante e la vendita per corrispondenza e attraverso TV. Indice del valore delle vendite al dettaglio : misura la variazione nel tempo del valore delle vendite al dettaglio a prezzi correnti. Indice di volume delle vendite al dettaglio : misura la v ariazione nel tempo del volume delle vendite al dettaglio. Si ottiene dal corrispondente indice in valore, depurandolo dall’effetto dovuto alle variazioni dei prezzi dei beni venduti, misurate mediante gli Indici armonizzati dei prezzi al consumo (IPCA).
Dati destagionalizzati: dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalle fluttuazioni attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi, ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario. Questa trasformazione dei dati è la più idonea a cogliere l’evoluzione congiunturale di un indicatore. Variazione congiunturale: variazione percentuale rispetto al mese o al periodo precedente. Variazione tendenziale : variazione percentuale rispetto allo s tesso mese o periodo dell'anno precedente.
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Nota metodologica
Obiettivi conoscitivi e quadro normativo di riferimento
Gli indici diffusi con questa Statistica flash sono elaborati a partire dai dati raccolti con l a
rilevazione mensile sulle vendite al dettaglio condotta dall’Istat.
Tale indagine si riferisce alle imprese commerciali che svolgono come attività prevalente la vendita
al dettaglio (così come definita nella “Classificazione delle Attività Economiche”, ATECO2007).
Sono escluse dalla rilevazio ne le imprese la cui attività prevalente consiste nella vendita di generi
di autoveicoli e combustibili.
Oltre agli indici diffusi mensilmente a livello nazionale, l’Istat, coerentemente con quanto previsto
dai Regolamenti europei n. 1165/98 e n. 1158/200 5 relativi alle statistiche congiunturali, produce
stime mensili per Eurostat 2. Queste ultime, tuttavia, si riferiscono alla sola atti vità economica
prevalente e le stime diffuse a livello nazionale ne rappresentano un ulteriore livello di dettaglio.
Base di riferimento degli indici
Le serie degli indici sono diffuse con riferimento alla base 201 5=100 e alla classificazione delle
attività economiche Ateco 2007 (versione italiana della classificazione europea Nace Rev. 2)3.
La serie degli indici mensili de l commercio al dettaglio in base 201 5=100 è calcolata a partire da
gennaio 201 5. Di conseguenza, per il periodo compreso tra gennaio 201 5 e dicembre 201 7, i
nuovi indici in base 201 5=100 sostituiscono quelli in base 20 10=100 diffusi in precedenza. Gli
indici relativi ai periodi precedenti il 2015 (da gennaio 2000 a dicembre 2014) sono stati riportati
alla base 2015=100 con un semplice slittamento dei corrispondenti indici calcolati in base 2010. In
tal modo è stato possibile rendere disponibili agli utilizz atori serie storiche di indici in base 2015
sufficientemente lunghe per poter realizzare analisi e approfondimenti.
In coincidenza con il passaggio alla base 2015, l’insieme degli indici elaborati e diffusi si
arricchisce con quelli che riguardano il commercio elettronico.
Il disegno di campionamento
Il campione teorico dell’indagine è composto da oltre 8.000 imprese , che sono residenti in Italia ed
esercitano la loro attività sull'intero territorio nazionale.
Il campione è stratificato in base alle seguenti variabili:
attività prevalente dell’impresa secondo la classificazione delle attività economiche Ateco 2007;
dimensione dell’impresa, individuata sulla base di tre classi di addetti (1-5, 6-49 e almeno 50).
Lo schema di campionamento prevede un’estr azione casuale per le imprese appartenenti agli
strati composti da imprese che hanno meno di 50 addetti e l’inserimento censuario nella
rilevazione per tutte le unità con 50 e più addetti.
All’interno del sistema di ponderazione riferito al 2015, il peso della grande distribuzione in termini
di fatturato è pari al 4 6,4%, mentre il peso delle imprese operanti su piccole superfici corrisponde
al 48,0%; le due forme di vendita relative al commercio elettronico e alle vendite al di fuori dei
negozi hanno un pe so pari, rispettivamente, all’1,9% e al 3,7%. Il prospetto riportato nella pagina
successiva presenta il sistema dei pesi utilizzato nell’aggregazione dell’indice delle vendite al
dettaglio riferito all’anno 2015 confrontato, ove possibile, con quello relativo al 2010.
2 Eurostat diffonde i dati mensili riferiti ai vari Paesi e li utilizza per elaborare indicatori sintetici per il
complesso dell’Unione europea.
3 Per una descrizione più approfondita degli indici in base 2015, si rinvia alla Nota Informativa “Gli indici del
valore delle vendite del commercio al dettaglio. La nuova base 2015” pubblicata contestualmente a questa
Statistica flash.
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STRUTTURA DI PONDERAZIONE DEGLI INDICI MENSILI DELLE VENDITE AL DETTAGLIO Valori percentuali Aggregati di riferimento base 2010 base 2015 FORMA DISTRIBUTIVA
Imprese di piccole superfici
55,1
48,0
Grande distribuzione (Gd)
44,9
46,4
- Gd non specializzata 38,2 36,7 A prevalenza alimentare 34,2 33,7
- Ipermercati 12,5 11,6
- Supermercati 16,7 16,7
- Discount di alimentari 5,0 5,4 A prevalenza non alimentare 4,1 3,0
- Gd specializzata 6,6 9,7 Commercio elettronico
1,9 Vendite al di fuori dei negozi
3,7 GRUPPI DI PRODOTTI
Alimentari
35,5
42,2
Non alimentari
64,5
57,8
Prodotti farmaceutici
9,2
8,4
Abbigliamento e pellicceria
12,1
11,9
Calzature, articoli in cuoio e da viaggio
3,5
3,4
Mobili, articoli tessili, arredamento
5,9
4,5
Elettrodomestici, radio, tv e registratori
4,0
3,3
Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia
2,7
2,6
Foto-ottica e pellicole, supporti magnetici, strumenti musicali
1,6
1,3
Generi casalinghi durevoli e non durevoli
3,5
2,1
Utensileria per la casa e ferramenta
5,1
4,1
Prodotti di profumeria, cura della persona
4,2
3,0
Cartoleria, libri, giornali e riviste
2,7
1,9
Giochi, giocattoli, sport e campeggio
3,2
2,5
Altri prodotti (gioiellerie, orologerie)
6,8
8,8
DIMENSIONE DELLE IMPRESE (CLASSI DI ADDETTI)
da 1 a 5 addetti 27,9 28,4 da 6 a 49 addetti 28,2 25,4 almeno 50 addetti 43,9 46,2
Indici in valore e indici in volume
Gli indici mensili del valore delle vendite al dettaglio misurano la dinamica del valore corrente delle
vendite al dettaglio e incorporano, pertanto, gli effetti dovuti all’andamento sia delle quantità sia dei
prezzi dei prodotti venduti.
Gli indici in volume sono ottenuti depurando gli indici in valore dall’effetto dovuto alle variazioni dei
prezzi, misurate sulla base degli indici armonizzati dei prezzi al consumo (IPCA).
Revisione dei dati ed effetti stagionali
Gli indici relativi ai mesi più recenti sono provvisori e soggetti a una revisione che viene effettuata
in ciascuno dei due mesi che seguono quello di diffusione. Le revisioni tengono conto delle
informazioni aggiuntive pervenute dalle imprese.
Gli indici destagionalizzati sono ottenuti attraverso la procedura Tramo-Seats (versione 942 per
sistema operativo Linux). Come altre procedure di destagionalizzazione, anche Tramo-Seats si
basa sull’ipotesi che ogni serie storica a cadenza infrannuale sia rappresentabile come una
combinazione di diverse componenti, non osservabili direttamente:
una componente di ciclo-trend, che rappresenta la tendenza di medio e lungo periodo;
una componente stagionale, costituita da movimenti periodici, la cui influenza si esaurisce nel