| 7 Valori medi unitari e volumi all’export e all’import A febbraio 2017 si rileva una crescita tendenziale dei valori medi unitari sia all’import (+8,3%) sia all’export (+5,3%). I volumi scambiati sono in diminuzione per le esportazioni (-2,9%) e in aumento per le importazioni (+0,7%).
FIGURA 7. VALORI MEDI UNITARI E VOLUMI. Febbraio 2016-febbraio 2017, indici in base 2010=100, variazioni tendenziali percentuali
L’aumento dei valori medi unitari all’export è determinato dalla crescita registrata sia per i paesi dell’area extra Ue (+5,5%) sia per quelli dell’area Ue (+5,2%). L’incremento all’import è trainato dai paesi dell’area extra Ue (+12,7%). Il calo dei volumi esportati interessa tutti i raggruppamenti principali di industrie a eccezione dell’energia (+20,5%).
PROSPETTO 2. VALORI MEDI UNITARI E VOLUMI PER AREA UE, EXTRA UE E MONDO
Febbraio 2017, indici in base 2010=100, variazioni tendenziali percentuali
Principali aree di
interscambio
Valori medi unitari
Volumi
Esportazioni
Importazioni
Esportazioni
Importazioni
feb.17
feb.16
gen.-feb.17
gen.-feb.16
feb.17
feb.16
gen.-feb.17
gen.-feb.16
feb.17
feb.16
gen.-feb.17
gen.-feb.16
feb.17
feb.16
gen.-feb.17
gen.-feb.16
Paesi Ue
5,2
4,9
5,4
4,6
-3,8
-0,1
1,9
4,0
Paesi extra Ue
5,5
6,4
12,7
11,4
-1,8
4,0
-0,7
5,1
Mondo
5,3
5,6
8,3
7,5
-2,9
1,5
0,7
4,3
PROSPETTO 3. VALORI MEDI UNITARI E VOLUMI SECONDO I RAGGRUPPAMENTI PRINCIPALI DI INDUSTRIE. Febbraio 2017, indici in base 2010=100, variazioni tendenziali percentuali Raggruppamenti principali di industrie Valori medi unitari Volumi Esportazioni Importazioni Esportazioni Importazioni feb.17 feb.16 gen.-feb.17 gen.-feb.16 feb.17 feb.16 gen.-feb.17 gen.-feb.16 feb.17 feb.16 gen.-feb.17 gen.-feb.16 feb.17 feb.16 gen.-feb.17 gen.-feb.16 Beni di consumo 5,4 4,8 1,5 2,3 -4,2 0,0 2,3 0,7 durevoli 4,9 5,4 2,8 4,2 -6,4 -5,2 -1,9 -4,5 non durevoli 5,4 4,7 1,3 1,9 -3,7 1,1 2,8 1,5 Beni strumentali 2,6 3,5 3,4 2,7 -2,8 2,4 3,3 6,9 Beni intermedi 4,4 4,3 5,7 4,9 -2,3 1,9 -1,6 4,5 Energia 45,7 45,1 44,3 35,7 20,5 21,1 8,9 17,9 Totale al netto dell’energia 4,1 4,2 3,6 3,4 -3,1 1,4 1,2 3,9 Totale 5,3 5,6 8,3 7,5 -2,9 1,5 0,7 4,3
Valori medi unitari Volumi -15% -10% -5% 0% 5% 10% 15% F M A M G L A S O N D G F Esportazioni Importazioni -15% -10% -5% 0% 5% 10% 15% F M A M G L A S O N D G F Esportazioni Importazioni
| 8
Prezzi all’importazione dei prodotti industriali
Nel mese di febbraio 2017 l’indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali aumenta dello
0,4% rispetto al mese precedente e del 5,7% nei confronti di febbraio 2016.
L’indice dei prezzi all’importazione dei beni di consumo a febbraio 2017 rimane invariato, rispetto
al mese precedente, per il mercato totale, presenta una variazione negativa dello 0,1% per l’Area
euro, mentre presenta una variazione positiva dello 0,1% per l’Area non euro. Rispetto a febbraio
2016, l’indice registra un aumento dello 0,7% per il mercato totale, dello 0,9% per l’Area euro e
dello 0,5% per l’Area non euro.
Il raggruppamento dei beni strumentali, in termini congiunturali, presenta una variazione positiva
dello 0,3% per il mercato totale, dello 0,4% per l’aera euro e dello 0,2% per l’Area non euro; in
termini tendenziali l’indice cresce dello 0,1% per il mercato totale, dello 0,4% per l’Area non euro,
invece diminuisce dello 0,1% per l’Area euro.
Per i beni intermedi l’indice dei prezzi registra, in termini congiunturali, un aumento dello 0,7% per
il mercato totale, per l’Area euro e per l’Area non euro; rispetto a febbraio 2016 l’indice registra un
aumento del 2,6% per il mercato totale, del 2,9% per l’Area euro e del 2,3% per l’Area non euro.
L’indice dei prezzi all’importazione relativo all’energia registra, rispetto al mese precedente un
aumento dello 0,8% per il mercato totale, dello 0,4% per l’Area euro e dello 0,7% per l’Area non
euro; in termini tendenziali l’indice registra un aumento del 32,5% per il mercato totale, del 33,8%
per le importazioni provenienti dall’Area non euro e del 4,1% per l’Area euro.
PROSPETTO 4. INDICI DEI PREZZI ALL’IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI PER RAGGRUPPAMENTO
PRINCIPALE DI INDUSTRIE. Febbraio 2017, variazioni percentuali (base 2010)
Raggruppamenti principali
di industrie
Totale
Area euro
Area non euro
feb.17
gen.17
feb.17
feb.16
feb.17
gen.17
feb.17
feb.16
feb.17
gen.17
feb.17
feb.16
Beni di consumo
0,0
0,7
-0,1
0,9
0,1
0,5
durevoli
0,1
1,2
0,1
0,9
0,0
1,1
non durevoli
0,0
0,6
-0,1
0,8
0,1
0,3
Beni strumentali
0,3
0,1
0,4
-0,1
0,2
0,4
Beni intermedi
0,7
2,6
0,7
2,9
0,7
2,3
Energia
0,8
32,5
0,4
4,1
0,7
33,8
Totale al netto dell’energia
0,4
1,3
0,3
1,3
0,4
1,2
Totale
0,4
5,7
0,4
1,4
0,5
9,5
Settori di attività economica I prezzi all’importazione segnano, nell’ambito delle attività manifatturiere, il tasso di crescita tendenziale più elevato, per quel che riguarda l’Area euro, nei settori della Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (+6,7%) e nella Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+6,0%) mentre, per l’Area non euro, nei settori della Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+17,1%) e nei settori della Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (+7,4%). Il calo tendenziale più marcato risulta per l’Area euro nel settore della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-3,5%) e per quella non euro nell’industria del legno, della carta e stampa (-2,5%).
| 9 FIGURA 8. PREZZI ALL’IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI PER SETTORE DI ATTIVITÀ ECONOMICA (a). Febbraio 2017, variazioni percentuali tendenziali (base 2010)
(a) Settori di attività economica: CA - Industrie alimentari, bevande e tabacco; CB - Industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori; CC - Industria del legno, della carta e stampa; CD - Fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati; CE - Fabbricazione di prodotti chimici; CF - Produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici; CG - Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi; CH - Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti); CI - Fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi; CJ - Fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche; CK - Fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a.; CL - Fabbricazione di mezzi di trasporto; CM - Altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature.
Revisioni
PROSPETTO 5. ESPORTAZIONI E IMPORTAZIONI DI MERCI IN VALORE. Febbraio 2017, revisioni delle variazioni percentuali, differenze in punti percentuali
Mondo Paesi Ue Paesi extra Ue
Cong Tend Cong Tend Cong Tend Febbraio 2017 Export
0,0 0,0 Import
0,0 0,0 Gennaio 2017 Export -0,1 0,0 -0,2 0,0 0,0
Import 0,0 0,0 -0,1 0,0 0,1
PROSPETTO 6. PREZZI ALL’IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI INDUSTRIALI. Gennaio 2017, revisioni delle variazioni percentuali, differenze in punti percentuali (base 2010) Totale Area euro Area non euro Cong Tend Cong Tend Cong Tend 0,1 0,1 0,0 0,0 0,1 0,1 3,0 0,6 -0,7 6,0 3,4 -3,5 0,3 6,7 -1,3 0,5 -0,5 1,7 -1,4 0,8 0,4 -2,5 17,1 0,4 -0,4 -0,7 7,4 0,1 -0,1 0,3 0,7 0,0 CA CB CC CD CE CF CG CH CI CJ CK CL CM Area euro Area non euro
| 10 Glossario
Beni di consumo durevoli : includono, tra gli altri, la fabbricazione di apparecchi per uso
domestico, la fabbricazione di mobili, motocicli, la fabbricazione di apparecchi per la riproduzione
del suono e dell’immagine.
Beni di consumo non durevoli : includono, t ra gli altri, la produzione, la lavorazione e la
conservazione di prodotti alimentari e bevande, alcune industrie tessili, la fabbricazione di prodotti
farmaceutici.
Beni intermedi : includono, tra gli altri, la fabbricazione di prodotti chimici, la fabbric azione di
metalli e prodotti in metallo, la fabbricazione di apparecchi elettrici, l’industria del legno, la
fabbricazione di tessuti.
Beni strumentali: includono, tra gli altri, la fabbricazione di macchine e motori, la fabbricazione di
strumenti e apparecchi di misurazione e controllo, la fabbricazione di autoveicoli.
Contributo alla variazione tendenziale : misura l’incidenza delle variazioni delle importazioni e
delle esportazioni dei singoli aggregati merceologici o geografici sull’aumento o sulla diminuzione
dei flussi aggregati.
Dati corretti per gli effetti di calendario : dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche,
dalla variabilità attribuibile alla composizione del calendario nei singoli periodi (mesi o trimestri)
dell’anno, dovuta al diverso numero di giorni lavorativi o di giorni specifici della settimana in essi
contenuti e alla presenza di festività nazionali civili e religiose, fisse e mobili (festività pasquali),
nonché dell’anno bisestile. Il ricorso a tale trasformazione dei dati consente di cogliere in maniera
più adeguata sia le variazioni tendenziali (calcolate rispetto allo stesso periodo dell'anno
precedente), sia le variazioni medie annue.
Dati destagionalizzati : dati depurati, mediante apposite tecniche statistiche, dalle fluttuazioni
attribuibili alla componente stagionale (dovute a fattori meteorologici, consuetudinari, legislativi,
ecc.) e, se significativi, dagli effetti di calendario. Questa trasformazione dei dati è la più idonea a
cogliere l’evoluzione congiunturale di un indicatore.
Energia: include l’industria estrattiva di materie prime energetiche (petrolio, gas naturale, lignite),
l’industria della raffinazione, la produzione di energia elettrica, gas e acqua, vapore, la raccolta,
depurazione e distribuzione dell’acqua.
Esportazioni: includono tutti i beni (nazionali o nazionalizzati, nuovi o usati) che, a titolo oneroso
o gratuito, escono dal territorio economico del Paese per essere destinati al resto del mondo.
Esse sono valutate al valore F ob (free on bo ard), che corrisponde al prezzo di mercato alla
frontiera del Paese esportatore. Questo prezzo comprende il prezzo ex -fabrica, i margini
commerciali, le spese di trasporto internazionale e gli eventuali diritti all'esportazione.
Importazioni: comprendono tutti i beni (nuovi o usati) che, a titolo oneroso o gratuito, entrano nel
territorio economico del Paese in provenienza dal Resto del mondo. Esse sono valutate al valore
Cif (cost, insurance, freight), che comprende: il valore F ob dei beni, le spese di trasporto e le
attività assicurative tra la frontiera del Paese esportatore e la frontiera del Paese importatore.
Indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industrial i: indicatore mensile che misura le
variazioni nel tempo dei prezzi all’importazione di un paniere rappresentativo dei principali prodotti
industriali importati da imprese dell’industria e del commercio. I prezzi si riferiscono ai prodotti
industriali importati da imprese (la cui attività economica prevalente nelle sezioni B, C, D, E, G
della classificazione Ateco 2007 derivata dalla Nace Rev.2) situate sul territorio nazionale.
L’indicatore è definito dal Regolamento delle Statistiche economiche congiunturali STS (CE)
1158/2005.
Indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali al netto dell’energia : misura la
componente di fondo dell’indice aggregato, calcolata al netto del Raggruppamento principale di
industria Energia.
Indice totale dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali : indicatore definito dalla media
aritmetica ponderata degli indici dei prezzi calcolati sui mercati dell’Area euro e non euro.
| 11
Merce: tutte le merci che fisicamente transitano la frontiere nazionale, inclusa l'energia elettrica.
Per i movimenti particolari, che includ ono navi e aerei è utilizzato il principio della proprietà
economica.
Quote di mercato : rapporto percentuale tra valore delle esportazioni nazionali e valore delle
esportazioni di un gruppo di paesi elaborato a partire da dati di fonte Eurostat rispetto all’ultimo
periodo di disponibilità dei dati.
Raggruppamenti principali di industrie : gruppi e/o divisioni di attività economica definiti,
secondo il criterio della prevalenza.
Revisioni: differenze in punti tra la variazione percentuale pubblicata come dato provvisorio nel
precedente comunicato stampa e quella definitiva relativa allo stesso mese di riferimento. Data la
complessità merceologica e geografica dei dati di commercio estero, o ltre alla revisione mensile, i
regolamenti statistici comunitari prevedono che i dati mensili dell’anno t -1 siano ulteriormente
rivisti e diffusi nel mese di novembre dell’anno t.
Settori di attività economica : aggregati della classificazione SNA/ISIC A38 (non previsti dalla
classificazione N ace Rev.2) pubblicati per continuità storica con l’informazione fornita prima del
gennaio 2009.
Variazione congiunturale: variazione percentuale rispetto al mese o al periodo precedente.
Variazione tendenziale : variazione percentuale rispetto allo stesso mese o allo stesso periodo
dell’anno precedente.
Definizioni delle aree geografiche e geoeconomiche
Africa settentrionale: Algeria, Egitto, Ceuta, Libia, Marocco, Melilla, Sahara Occidentale, Tunisia.
Altri pae si africani : Angola, Benin, Botswana, Burkina Faso, Burundi, Camerun, Capo Verde,
Ciad, Comore, Congo, Costa d’Avorio, Eritrea, Etiopia, Gabon, Gambia, Ghana, Gibuti, Guinea,
Guinea equatoriale, Guinea -Bissau, Kenya, Lesotho, Liberia, Madagascar, Malawi, M ali,
Mauritania, Maurizio, Mayotte, Mozambico, Namibia, Niger, Nigeria, Repubblica Centrafricana,
Repubblica democratica del Congo, Repubblica unita di Tanzania, Ruanda,
Sant’Elena-Ascensione e Tristan da Cunha, São Tomé e Principe, Seychelles, Senegal, S ierra
Leone, Somalia, Sud Africa, Sudan, Sud Sudan, Swaziland, Territorio britannico dell’ Oceano
Indiano, Togo, Uganda, Zambia, Zimbabwe.
Altri paesi asiatici : Afghanistan, Bangladesh, Bhutan, Birmania, Brunei, Cambogia, Cina, Corea
del Nord, Corea del S ud, Filippine, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Kazakistan,
Kirghizistan, Laos, Macao, Malaysia, Maldive, Mongolia, Nepal, Pakistan, Singapore, Sri Lanka,
Tagikistan, Taiwan, Thailandia, Timor-Leste, Turkmenistan, Uzbekistan, Vietnam.
America centro-meridionale: Anguilla, Antigua e Barbuda, Argentina, Aruba, Bahama, Barbados,
Belize, Bermuda, Bolivia, Bonaire , Sint Eustatius e Saba, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica,
Cuba, Curaçao, Dominica, Ecuador, El Salvador, Giamaica, Grenada, Guatemala, Guyana, Haiti,
Honduras, Isole Cayman, Isole Falkland, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini Americane, Isole
Vergini Britanniche, Mess ico, Montserrat, Nicaragua, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica
dominicana, Saint -Barthélemy, Saint Kitts e Nevis, Saint Vincente e le Grenadine, Santa Lucia,
Sint Maarten, Suriname, Trinidad e Tobago, Uruguay, Venezuela.
America settentrionale: Canada, Groenlandia, Saint-Pierre e Miquelon, Stati Uniti.
Area euro : Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia,
Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna.
Area non euro : è costituita da tutti i paesi che non adottano l’euro: 1) Paesi che fanno parte
dell’Unione europea ma che ancora non aderiscono all’euro (Bulgaria, Croazia, Danimarca,
Polonia, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Svezia, Ungheria ); 2) tutti i Paesi del Resto del
mondo. In particolare, Andorra, Città del Vaticano, Principato di Monaco e San Marino usano
l’euro come moneta ufficiale ma non sono ufficialmente membri dell’Unione europea; pertanto,
fanno parte dell’Area non euro.
Asean (Associazione delle Nazioni del Sud -Est Asiatico) : Brunei, Cambogia, Filippine,
Indonesia, Laos, Malaysia, Birmania, Singapore, Thailandia, Vietnam.
| 12
Medio Oriente : Arabia Saudita, Armenia, Azerbaigian, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Georgia,
Giordania, Iraq, Israele, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Repubblica islamica dell’Iran, Siria,
Territorio palestinese occupato, Yemen.
Mercosur: Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina e Venezuela (dal 2013).
Oceania e altri territori: Antartide, Australia, Figi, Georgia del Sud e Isole Sandwich australi, Isola
di Bouvet, Isola Christmas, Isole Cocos (Keeling), Isole Cook, Isole Heard e McDonald, Isole
Marianne settentrionali, Isole Marshall, Isole minori periferiche degli Stati Uniti, Isola Norfolk, Isole
Pitcairn, Isole Salomone, Kiribati, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Nuova Zelanda, Palau, Papua
Nuova Guinea, Polinesia francese, Samoa, Samoa americane, Stati Federati di Micronesia, Terre
australi e antartiche francesi, Tokelau, Tonga, Tuvalu, Vanuatu, Wallis e Futuna, Provviste e
dotazioni di bordo, Paesi e territori non specificati, Paesi e territori non specificati per ragioni
commerciali o militari.
Opec: Algeria, Angola, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar,
Repubblica islamica dell’Iran, Venezuela, Ecuador (dal 2008) e Gabon (fino al 1994 e dal 2017).
Paesi europei non Ue : Albania, Andorra, Bielorussia, Bosnia -Erzegovina, ex Repubblica
iugoslava di Macedonia, Fær Øer, Gibilterra, Islanda, Kosovo, Liechtenstein, Montenegro,
Norvegia, Repubblica moldova, Russia, Santa Sede (Stato della Città del Vaticano), Serbia,
Svizzera, Turchia, Ucraina.
Unione europea : Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croaz ia, Danimarca, Estonia, Finlandia,
Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi,
Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna,
Svezia, Ungheria.
| 13 Nota metodologica
Introduzione In questa nota sono riportati i principali riferimenti normativi e metodologici relativi alle rilevazioni sugli scambi con l’estero di merci e sui prezzi all’importazione dei prodotti industriali. Il Prospetto A ne riporta una sintesi.
PROSPETTO A. Rilevazioni sugli scambi con l’estero di merci e sui prezzi all’importazione dei prodotti industriali: principali caratteristiche Rilevazioni o elaborazioni Campo di osservazione Sistema di raccolta dati Criteri di misurazione Scambi con l’estero di merci Tutte le merci (cfr glossario) senza restrizioni rispetto all'attività economica prevalente delle unità economiche che hanno attivato i flussi di scambi con l'estero Utilizzo dati doganali e sistema Intrastat Valori monetari a prezzi correnti rilevati o stimati in termini di valore statistico (Cif Fob) Valori medi unitari e volumi all’export e all’import Tutte le merci (cfr glossario) senza restrizioni rispetto all'attività economica prevalente delle unità economiche che hanno attivato i flussi di scambi con l'estero Elaborazioni da statistiche di base sugli Scambi con l’estero di merci Indici di Fisher a base mobile concatenati Prezzi all’importazione dei prodotti industriali Prodotti inclusi nelle sezioni da B a E della classificazione CPA (derivata dalla Nace Rev.2);
imprese con attività economica prevalente nelle sezioni B, C, D, E, G della classificazione Ateco 2007 (derivata dalla Nace Rev.2).
Rilevazione diretta Indice di Laspeyres a base fissa 2010=100
Scambi con l’estero di merci
Le statistiche del commercio estero di beni sono il risultato di due rilevazioni che hanno come
oggetto gli scambi dell’Italia con i paesi dell’ Unione europea (Ue) e con i paesi extra Ue. La
rilevazione del commercio con i pae si appartenenti all’Unione europea è effettuata secondo la
normativa comunitaria, Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio n. 222/2009,
che modifica il Regolamento CE n.638/2004 e i Regolamenti (UE) della Commissione n. 91/2010 e
n. 96/2010, che modificano il Regolamento CE n. 1982/2004. I Regolamenti europei relativi
all’Intrastat trovano applicazione in sede nazionale con il Decreto Legislativo n. 18/2010 (GU n. 41
del 19-2-2010), il Decreto del Ministro dell’ Economia e delle Finanze del 22/2/2010 (GU n.53 del
5-3-2010) e la Determinazione dell’Agenzia delle Dogane del 22/2/2010. La rilevazione del
commercio con i paesi extra Ue è effettuata secondo la normativa comunitaria, Regolamento (CE)
del Parlamento europeo e del Consiglio n. 471/20 09 e Regolamenti (UE) della Commissione n.
92/2010 e n. 113/2010, che trova applicazione in sede nazionale con opportuni provvedimenti
emanati dall’Agenzia delle Dogane.
Per la rilevazione Intrastat, le informazioni sono raccolte tramite i modelli Intrast at che riportano, in
sezioni distinte, le dichiarazioni per acquisti e cessioni di beni e per prestazioni di servizi resi e
ricevuti con periodicità mensile e trimestrale. L’Istat diffonde con il Comunicato mensile del
commercio estero solo i dati relativi allo scambio dei beni.
| 14
Ai sensi del Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze sopraccitato , a partire dal 1°
gennaio 2010 le soglie che determinano la periodicità della dichiarazione Intrastat sono così
definite:
a) trimestrali, per i soggetti che hanno realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna
categoria di operazioni (acquisti e cessioni di beni, prestazioni di servizi resi e ricevuti) , un
ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro;
b) mensili, per i soggetti che non si trovano nelle condizioni richieste dalla lettera a).
Le dichiarazioni mensili e trimestrali vengono trasmesse in via telematica all’Agenzia delle
Dogane.
I dati mensili coprono circa il 98% degli scambi con i paesi dell’Unione europea. I dati trimestrali
vengono stimati mensilmente ; tale stima a fine anno viene revisionata con le dichiarazioni
trimestrali pervenute.
La rilevazione con i paesi extra Ue è effettuata tramite bollette doganali (documento
amministrativo unico) e ha periodicità mensile.
Conformemente alla normativa comunitaria, dal 2000 le esportazioni e le importazioni al di sotto
delle soglie di esclusione (operazioni commerciali di valore – a partire dal 2010 – inferiore a 1.000
euro) vengono inserite nelle statistiche del commercio estero con i paesi extra Ue mensilmente in
forma aggregata.
Nel rispetto dei Regolamenti comunitari, gli scambi commerciali di beni tra paesi membri sono
classificati secondo il paese di provenienza per gli acquisti e il paese di destinazione per le
cessioni, mentre quelli con i paesi terzi sono classificati secondo il paese di origine per le
importazioni e il paese di destinazione per le esportazioni.
Al momento della prima pubblicazione, i dati sono di natura provvisoria e sono soggetti a revisione
nel mese successivo.
A partire dal mese di settembre 2011 è stata implementata una nuova metodologia di produzione
delle statistiche sugli scambi con l’estero di gas naturale allo stato gassoso e di energia elettrica,
che si basa sull’impiego diretto di fonti informative alternative ai dati statistico -doganali solo per
quanto riguarda la misurazione degli scambi complessivi in quantità, mentre per le altre variabili di
analisi e classificazione richieste dai regolamenti statistici comunitari (dati in valore monetario e
allocazione geografica dei flussi con l’estero per “paese statistico”) sono stati adottati opportuni
criteri di stima.
A partire da gennaio 2009 i raggruppamenti di merci dell’interscambio commerciale sono definiti
sulla base della classificazione A teco 2007 opportunamente adattata alle statistiche sul
commercio estero. L’A teco 2007, infatti, costituisce la versione nazionale della nomenclatura
europea N ace rev. 2, pubblicata sull’Official Journal il 2 dicembre 2006 (Regolamento (CE) n.
1893/2006 del PE e del Consiglio del 20/12/2006), con la quale coincide fino alla quarta cifra.
Ai fini di fornire le informazioni a un livello di dettaglio idoneo ad analizzare l’interscambio
commerciale italiano, i dati sono rilasciati secondo un’opportuna disaggregazione int ermedia delle
sezioni.
Nel corso dell’anno 2003, l’Istat ha modificato, per i dati di commercio estero così come per tutti gli
indicatori congiunturali dell’industria, la classificazione delle aggregazioni per destinazione
economica dei prodotti “Raggruppa menti Principali di Industrie (RPI)”, definiti dal Regolamento
della Commissione n.586/2001 (G.U. delle Comunità europee del 27/03/2001). A seguito
dell'entrata in vigore della Nace Rev. 2 tale Regolamento è stato modificato dal Regolamento (CE)
n. 656/2007 del 14/06/2007.
I Raggruppamenti Principali di Industrie (RPI) sono:
Beni di consumo durevoli;
Beni di consumo non durevoli;
Beni strumentali;
Prodotti intermedi;
Energia.
| 15 Al pari dell’Ateco 2007, anche la classificazione RPI è stata adattata alle statistiche sul commercio con l’estero. Le serie storiche dei valori di importazioni ed esportazioni per RPI sono state ricostruite e possono, quindi, differire da quelle precedentemente pubblicate. Insieme ai dati grezzi, vengono pubblicati anche i dati depurati della componente stagionale e dagli effetti di calendario. Tali dati sono ottenuti attraverso la procedura TRAMO-SEATS per Linux (versione di febbraio 2010). A partire dai dati mensili del 2 012, sono state introdotte alcune sostanziali innovazioni di processo e prodotto nelle procedure di destagionalizzazione , finalizzate a migliorare l’accuratezza delle stime prodotte e a fornire agli utenti un più ampio dettaglio degli indicatori statistici per l’analisi congiunturale del commercio con l’estero, rendendo disponibili nuove serie destagionalizzate a livello di raggruppamenti principali di industrie. I dati destagionalizzati sono soggetti a revisione ogni mese. I modell i utilizzati vengono verificati in occasione delle revisioni dei dati grezzi. Le specifiche utilizzate dall'Istat nell'ambito della procedura TRAMO -SEATS sono disponibili per gli utenti che ne facciano richiesta per proprie finalità di analisi. Gli indici mensili dei valori medi u nitari e dei volumi diffusi mensilmente assumono come base l’anno immediatamente precedente, al fine di tener conto della mutevole composizione delle merci nel tempo, e vengono successivamente raccordati all’anno di riferimento 2010=100 attraverso opportuni coefficienti di raccordo per poter disporre di serie storiche più lunghe. Tali indici sono definiti a partire dai flussi di interscambio mensili, al netto delle integrazioni relative alle dichiarazioni trimestrali del sistema Intrastat. Per maggiori dett agli sulle caratteristiche degli indici si veda la Nota Informativa del 25/02/2008 “I nuovi indici del commercio con l’estero”.
| 16 Rilevazione dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali Il quadro normativo che regola l’indice dei prezzi all’importazione è definito in ambito europeo e nazionale. A livello europeo, gli indici dei prezzi all’importazione sono soggetti ai seguenti regolamenti relativi alle statistiche economiche congiunturali: a) Regolamento (CE) n. 1158/2005 del Parlamento euro peo e del Consiglio del 6 luglio 2005, che modifica il Regolamento (CE) n. 1165/98 del Consiglio relativo alle statistiche congiunturali nel cui ambito la rilevazione dei prezzi all’importazione è indicata come variabile 340; b) Regolamento (CE) n. 1503/2006 della Commissione del 28 settembre 2006 recante attuazione e modifica, per quanto riguarda le definizioni delle variabili, l’elenco delle variabili e la frequenza dell’elaborazione dei dati, del Regolamento (CE) n. 1165/98 del Consiglio relativo alle statistiche congiunturali; c) Regolamento (CE) n. 586/2001 della Commissione del 26 marzo 2001 recante attuazione, per quanto riguarda la definizione dei Raggruppamenti Principali di Industrie (RPI), del Regolamento (CE) n. 1165/98 del Consiglio relativo alle statistiche congiunturali; d) Regolamento (CE) n. 1178/2008 della Commissione del 28 novembre 2008 , che modifica il Regolamento (CE) n. 1165/98 del Consiglio relativo alle statistiche congiunturali e i Regolamenti (CE) n. 1503/2006 e (CE) n. 657/2007 della Commis sione con riguardo agli adeguamenti resi necessari dalla revisione delle classificazioni statistiche N ace e CPA; A livello nazionale, la rilevazione dei prezzi all’importazione è prevista dal Programma statistico nazionale e comporta, per le unità rispondenti, l’obbligo di risposta.
Definizioni di importazione e di prezzo all’importazione
L’importazione è il valore della merce acquistata all’estero dalle imprese industriali e commerciali,
valutato Cif e riferito ai soli regimi definitivi (cioè al netto delle importazioni temporanee e delle
reimportazioni), distinto per area di importazione euro/non euro.
Il prezzo dei prodotti acquistati sul mercato estero è il prezzo effettivo di mercato in base al quale
viene acquistato il prodotto importato. Questo prezzo deve essere:
a) rilevato mensilmente in euro, al netto dell’Iva;
b) riferito alla clausola Cif (costo, assicurazione, nolo): prezzo alla frontiera nazionale, al
netto di tutti i dazi e le imposte sui beni e sui servizi gravanti l’unità di osservazione;
c) riferito al momento in cui è trasferita la proprietà dei beni (ad esempio, quando le parti
intervenute nella transazione la registrano nei loro libri o conti);
d) un prezzo medio del mese di riferimento, come definito dal Regolamento (CE) n.
1503/2006;
e) può essere un prezzo riferito a transazioni tra aziende di uno stesso gruppo (intra -firms
transfers), a condizione che sia un prezzo di mercato o un prezzo influenzato dal mercato
o qualora i prezzi di mercato siano insignificanti;
f) riferito alle clausole contrattual i più usuali (relative a quantità, qualità, imballaggio e
pagamento) mantenute costanti nel tempo.
L’indice dei prezzi all’importazione esprime la dinamica dei prezzi di un paniere rappresentativo
dei principali prodotti industriali importati da imprese de ll’industria e del commercio. In entrambi i
casi si tratta di imprese residenti in Italia.
Campo di osservazione, unità di analisi e di rilevazione Il campo di osservazione della rilevazione riguarda: a) prodotti inclusi nelle sezioni da B a E della classifi cazione CPA (derivata dalla Nace Rev. 2);
| 17 b) imprese con attività economica prevalente nelle sezioni B, C, D, E , G della classificazione Ateco 2007 (anch’essa derivata dalla Nace Rev. 2). L’unità di analisi è il prodotto, ovvero la tipologia di prodotto (mat eria prima, semilavorato e prodotto finito) acquistata sul mercato estero e destinata al reimpiego nel processo di produzione (nel caso di un’impresa industriale) oppure alla vendita sul territorio nazionale o estero (nel caso di un’impresa commerciale). L’unità di rilevazione – impresa – deve essere localizzata sul territorio nazionale; nel caso di impresa industriale, la localizzazione è riferita agli stabilimenti di produzione: l’impresa acquista sul mercato estero materie prime, semilavorati e prodotti finiti che reimpiega nel proprio processo di produzione. Se l’impresa è commerciale, acquista sul mercato estero materie prime, semilavorati e prodotti finiti al fine di rivenderli sul mercato nazionale o estero. Non sono incluse nel campo di osservazione: a) le importazioni delle famiglie, delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro; b) le importazioni normali e le importazioni in regime di perfezionamento attivo; è esclusa l’importazione a fini di riparazione; c) tutti i servizi correlati ai prodotti.
Definizione e calcolo degli indici Gli indici dei prezzi all’importazione – come gli indici dei prezzi alla produzione – sono definiti relativizzando i prezzi correnti su quelli base, aggregandoli in media geometrica semplice. In questo modo sono calcolati gli indici elementari di prodotto. Tutti gli indici di ordine superiore sono calcolati in media aritmetica ponderata (indice di tipo Laspeyres). Il tipo di indice è a base di ponderazione fissa. Per ogni livello di aggregazione, l’indic e totale si ottiene dalla media aritmetica ponderata degli indici delle aree euro/non euro. Le serie elementari di prezzo, con riferimento all’indice totale, sono 6.170; le sintesi in media geometrica semplice forniscono 1.052 indici di prodotto i quali, aggregati in media aritmetica ponderata, forniscono 124 indici sintetici.
Disegno di campionamento
La rilevazione mensile dei prezzi dei prodotti importati dall’impresa si effettua sulla base di un
disegno di campionamento nel quale si definiscono, relativamente all’anno base di riferimento, la
composizione del paniere dei prodotti e la lista delle unità di rilevazione.
Il paniere dei prodotti è costituito da un campione rappresentativo dei principali beni acquistati
dalle imprese sul mercato estero e destinati al reimpiego nel processo di produzione (nel caso di
un’impresa industriale) oppure alla vend ita sul territorio nazionale o estero (nel caso di un’impresa
commerciale). La selezione dei prodotti si effettua utilizzando , come informazione principale ,
quella proveniente dalle statistiche del commercio con l’estero (valore annuale delle importazioni a
livello di merce, codificata secondo la Nomenclatura Combinata).
La lista delle unità di rilevazione è determinata integrando le informazioni sull’interscambio
commerciale con quelle contenute nell’Archivio Statistico delle Imprese Attive (A sia) dell’Ist at
(relativamente all’identificativo dell’impresa e all’attività economica prevalente della medesima), e
nell’Anagrafe Tributaria (relativamente alla corrispondenza operatore economico/partita Iva –
impresa/codice fiscale). Attraverso tale link si collegan o le unità di analisi (i prodotti importati) alle
unità di rilevazione (le imprese importatrici).
A ogni unità di rilevazione viene richiesto di fornire mensilmente il prezzo delle tipologie di prodotto
più rappresentative delle importazioni effettuate. Si tratta di un prezzo di mercato o di transazione
reale, cioè un prezzo che si riferisce a un acquisto effettivamente realizzato. I prezzi sono rilevati
Cif (costo, assicurazione e nolo) alla frontiera nazionale, sono al netto dell'Iva e di ogni altro onere
a carico dell'acquirente e definiti secondo le clausole contrattuali più usuali. I prezzi sono rilevati in
euro.
Il paniere dei prodotti è composto ( Prospetto B) da 1.052 voci per le quali sono rilevate
mensilmente 6.170 quotazioni di prezzo. Quelli rigu ardanti le due componenti del mercato (euro e
non euro) sono composti, rispettivamente, da 774 e 662 voci di prodotto e includono 3.395 e 2.775
| 18 quotazioni di prezzo. I prodotti comuni alle due aree sono circa il 36%. Con riguardo alle imprese, infine, il numero delle unità è pari a 2.083, distinte in 1.398 per l’Area euro e 1.227 per quella non euro.
PROSPETTO B. PREZZI ALL’IMPORTAZIONE. Indici totale, Area euro e Area non euro. Numerosità del campione dei prodotti, prezzi e imprese per aggruppamenti principali di industrie. Base 2010
L
Struttura di ponderazione della base 2010
I sistemi di ponderazione degli indici dei prezzi dei prodotti industriali importati dalle imprese (Area
euro e Area non euro) sono determinati utilizzando le informazioni desumibili dalle statistiche del
commercio con l’estero.
La variabile utilizzata per la costruzione del sistema di ponderazione (a partire dalle voci di
prodotto sino al totale dell’industria) è il valore annuale delle importazioni di prodotti industriali
realizzato nell’anno 2010 nell’Area euro e nell’Area non euro, misurato dalle rilevazioni del
commercio con l’estero a livello di merce (ovvero 8 cifre della Nomenclatura Combinata espressa
secondo la classificazione CPA) per area di importazione (euro e non euro).
I valori riferiti alle statistiche del commercio con l’estero - espressi inizialmente secondo i codici
della Nomenclatura Combinata - sono riportati alla codifica della classificazione ProdCom (nelle
prime 4 cifre derivata dalla Ateco 2007) mediante le tavole di corrispondenza messe a punto da
Eurostat.
Per l’indice all’importazione totale (sintesi delle due aree), la struttura di ponderazione è definita
per ciascun livello di aggregazione settoriale sulla base dei pesi relativi delle due aree.
I prodotti inclusi nel campione hanno pesi rappresentativi anche dei prodotti simili non selezionati e
i loro indici sono espressi secondo la classificazione Ateco 2007.
Nel Prospetto C si presentano le strutture di ponderazione della base 2010 per ciascuna delle
componenti dell’indice dei prezzi all’importazione, considerando i grandi aggregati corrispondenti
ai Raggruppamenti Principali di Industrie (RPI).
PROSPETTO C. PREZZI ALL’IMPORTAZIONE. Indici totale, Area euro e Area non euro. Strutture di ponderazione. Base 2010. Raggruppamenti principali di industrie Totale Area euro Area non euro Beni di consumo 24,2065 26,1479 22,6342 durevoli 3,7912 3,4216 4,0906 non durevoli 20,4152 22,7263 18,5436 Beni strumentali 22,9774 31,6328 15,9665 Beni intermedi 34,0833 40,7711 28,6672 Energia 18,7328 1,4482 32,7321 Totale 100,0000 100,0000 100,0000
Raggruppamenti principali di industrie Totale Area euro Area non euro Prodotti Imprese Prezzi Prodotti Imprese Prezzi Prodotti Imprese Prezzi Beni di consumo 274 623 1.758 191 393 923 179 344 835 durevoli 53 113 286 34 57 119 37 68 167 non durevoli 221 523 1.472 157 341 804 142 282 668 Beni strumentali 198 466 1.267 146 276 659 134 286 608 Beni intermedi 567 1.267 3.115 429 854 1.799 340 697 1.316 Energia 13 20 30 8 10 14 9 13 16 Totale 1.052 2.083 6.170 774 1.398 3.395 662 1.227 2.775